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La Magna grecia: Crotone

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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia - Maria Gabriella Trapani  testi

 

 Città:
    - Hypponion

   - Rhegion

    - Kaulon

    - Kroton

   - Locroi

   - Laos

   - Medma

   - Skilletion

   - Sybaris

 

Personaggi:

    - Ibico

    - Stesicoro

    - Pitagora

    - Zaleuco

 

 

 

 

Tra le città della Magna Grecia spicca la repubblica confederata di Crotone, che si vuole fondata dall'acheo Micilio per volere di Ercole verso la fine dell'VIII secolo a. C.

Secondo la leggenda quest’ultimo dopo aver involontariamente ucciso l'amico Croto, giurò che, un giorno, una città grande e potente avrebbe portato il nome del suo amico.

Questa leggenda era molto popolare in Crotone tanto è vero che sulle monete antiche è raffigurato Ercole con scritto "fondatore".

E fu Ercole, secondo Ovidio, a suggerire a Miscello, figlio di Alemone, di andare sulle rive dello Jonio per fondare la nuova città. Miscello di Ripe era un acheo gobbo protetto dagli dei, il quale fece nascere così in Calabria la credenza, tutt’ora in auge, di attribuire ai gobbi il potere di portare fortuna.

Secondo Strabone per Crotone è decisiva l'opera dell'oracolo di Delfi che indicò a Miscello un luogo contrassegnato da tre capisaldi: il capo Lacinio, la "città" di Crimisa, il fiume Esaro.

L’oracolo di Delfi, in modo particolare poi, raccomanda a Miscello di fondare  la città solo  nel luogo indicato dal lui altrimenti sarebbe incorso in gravi disgrazie.

Un secondo oracolo, avvenuto dopo una "ricognizione" di Miscello nella zona indicata, vieta, inoltre, all'ecista di avvicinarsi troppo a Sibari.

Lo stesso Strabone narra che quel giorno era presente a Delfi anche Archia di Corinto, il fondatore di Siracusa, e che ad entrambi è stata data la possibilità di scegliere tra la Calabria e la Sicilia.

Tale fondazione corrispondeva, comunque, ad un preciso disegno politico: rafforzare la presenza greca sulla costa meridionale del Golfo di Taranto, dove già si era prepotentemente insediata Sibari.

E' quindi assai probabile che l'oracolo abbia svolto una vera e propria "mediazione" tra i nuovi coloni e la colonia già esistente, allo scopo di evitare contrasti di natura economica e politica.

L’incertezza della data di fondazione di Crotone è avvolta da molte leggende, l’ipotesi più verosimile la fa risalire al 710 a. C. o, comunque, nell’arco di tempo che va dal 709 al 707 a. C.: secondo quanto attestato rispettivamente da Eusebio e da Dionigi di Alicarnasso.

Intorno al VI secolo Crotone è al massimo del suo splendore: molto più vasta di quella odierna, si estendeva a nord sino al corso del Trionto e a sud sino al golfo di Squillace, governata, si dice, da ben mille senatori, famosa sia per la Scuola fondatavi da Pitagora nel 530 circa, sia per i suoi atleti, più volte vittoriosi alle Olimpiadi, sia per l’avvenenza delle sue donne e per la sua attività commerciale.

Kroton perciò resta l'esempio più alto dello splendore della Magna Grecia, giunta per questi motivi all'apice della potenza militare e capace di una cultura fiorentissima; Milone e Pitagora sono per esempio due tra i nomi mitici che rievocano la grandezza e lo splendore della stessa città.

Il primo è il prototipo dell'uomo forte ed audace, capace di straordinarie imprese un atleta, a metà tra storia e leggenda, trionfatore di gare olimpiche e vittorioso comandante nel tragico duello con Sibari; la tradizione attribuisce una morte esemplare e significativa.

Il secondo rappresenta la scienza e la religione e contrassegnò con il suo pensiero un'importante fase storica del mondo antico, travalicando i limiti della stessa Magna Grecia.

La sua biografia è scarna, ma sufficientemente precisa, grazie ai numerosi riferimenti letterari.

Secondo la tradizione nacque a Samo verso il 580 a. C., fu allievo di Anassimandro e Ferecide, studiò la sapienza in Egitto e forse anche nelle biblioteche di Babilonia.

Nel 530 per sfuggire alla dittatura di Policrate si rifugiò a Crotone dove fondò un'associazione etico-religiosa, cioè una setta mistica, (i Pitagorici) che si occupava anche di matematica e di politica di indirizzo aristocratico. Tale movimento si diffuse velocemente per tutta la Magna Grecia.

La spedizione contro la più antica e ricca Sibari fu l'ultima espressione della potenza di Crotone (510 a.C.).

Tale spedizione fu guidata dall'atleta Milone ma fu voluta, soprattutto, da Pitagora cui si attribuisce l'intuizione di far deviare il corso del fiume Crati per inondare la città “corrotta".

Si concluse, dopo un assedio di settanta giorni, con la  distruzione  totale  di Sibari, mentre il  filosofo  stesso avrebbe convinto i crotoniati ad accogliere

gli esuli aristocratici sfuggiti al tiranno sibarita Telis, che aveva ottenuto l'appoggio del popolo.

Non molto dopo, però, si accese la rivolta democratica contro Pitagora, seguita dall'incendio della sua Scuola e dalla uccisione del maestro, avvenuta a Metaponto nel corso di una sommossa.

Con la campagna contro Locri e la sconfitta subita dai crotoniati nel 504 sulle sponde del Sagra, fallisce il disegno egemonico su quasi tutta la Magna Grecia e inizia la definitiva decadenza di questa repubblica, la quale nel IV secolo soggiacerà più volte ai saccheggi e alle occupazioni dei siracusani e agli attacchi dei Bruzi.

Durante la guerra tra i Romani e Pirro, cui erano alleati i Bruzi con i Lucani e i Sanniti, Crotone e molte altre città della Magna Grecia furono sostanzialmente favorevoli a Roma.

A causa di questo atteggiamento filoromano  però molte città dovettero subire le vendette di Pirro, finché questi, nel 272, non venne sconfitto a Benevento: Crotone, saccheggiata e semidistrutta dagli Epiroti, venne poi assediata anche dai Romani, che la espugnarono.

In seguito, però, essa divenne federata di Roma, come la maggior parte delle altre città greche.