www.maridelsud.com

La magna grecia:  i personaggi

Home|Index u

  Nino Calarco, webmaster,  ideaz., prog., testi, fotografia

 

 Città:
    - Hypponion

   - Rhegion

    - Kaulon
    - Kroton

   - Locroi

   - Laos

   - Medma

   - Skilletion

   - Sybaris

 

Personaggi:

    - Ibico

    - Stesicoro

    - Pitagora

    - Zaleuco

 

 

 

 

 

 Vissuto in diverse città magnogreche e tra quelle in cui permase a lungo Locri ed Imera in Sicilia, di quest’ultima viene spesso considerato cittadino. Stesicoro è verosimilmente nato a Matauro, colonia di Locri Epizefiri, oggi identificata con Gioia Tauro. Il suo vero nome sarebbe stato Tisia (qeisias), e Stesicoro un appellativo (istori xorós = formatore del coro). La cronologia del suo tempo più probabile è quella che ne colloca la fioritura tra il VII e VI secolo1.

Inoltre serpeggia l’ipotesi che sotto lo stesso nome o pseudonimo siano stati confusi due o persino più poeti.

Alcuni vogliono, che fosse figlio di Esiodo; ma è troppo difficile conciliare cronologicamente le epoche in cui vissero questi due poeti. Suida chiaramente dimostra quanto sia incerto dimostrare chi fosse il suo genitore, perché  egli stesso nomina sino a cinque distinte persone, dai quali autori Stesicoro era “appellato figliuolo"2. Anche sulla data della sua nascita e della sua morte, "in tanta lontananza di tempi e scarsezza di scrittori, nulla può stabilirsi: alcuni dicono, che fiorisse circa I' anno 536 avanti l'era volgare”.

Delle sue opere sono pervenuti sino a noi solo alcuni tenui frammenti. Eliano “fa fede, che scrivesse poesie pastorali, e nomina i Carmi Bucolici da esso composti”3; onde , non essendovi memoria di più antico autore che in tal genere di poesia si esercitasse, egli è ritenuto il primo inventore.  Infatti era giudizio degli antichi che avesse "liricizzato l'epica", fosse stato cioè il primo ad attingere al patrimonio mitico per ispirarsene nella composizione di carmi lirici corali, di cui fu considerato l'inventore, usando il materiale mitico e omerico per dargli una veste di approfondimento psicologico e sentimentale.

Questo è avvalorato dal fatto che alla Sicilia si deve l'invenzione della Poesia pastorale e degli strumenti pastorali che accompagnano il canto poetico .

Inoltre, egli coltivò la Poesia lirica portandola alla sua massima perfezione. Suida rammenta 26 libri di versi composti da Stesicoro , ed il “diligente Fabricio” ha raccolti i titoli e gli argomenti di molti di essi dagli antichi autori. Pausania racconta tra le altre favole, che Stesicoro, avendo perduta la vista a causa di versi mordaci e satirici che aveva scritto contro Elena, la ricuperò solo dopo aver cantato in una Palinodia la virtù dell'eroina. “Di fatto, scrive l’Arichetti, doveva esserci all’origine non una infermità fisica del poeta, ma qualche espressione poetica con cui Stesicoro aveva riconosciuto, forse sotto la pressione o l’attesa del suo uditorio, di non aver visto, quando aveva offeso Elena, quella verità che la Musa, la Dea filomolpos gli aveva rivelato nella Palidonia”4

Secondo quanto scrive Quintiliano egli cantò sulla sua lira le imprese degli eroi, e sostenne la nobiltà e l'elevatezza del poema epico. Orazio lo ricorda per il suo stile pieno e maestoso: Stesichori graves camaenae. Fu I' inventore di quell' ingegnoso apologo dell' uomo e del Cavallo, così bene poi versificato da Orazio, da Fedro e da la Fontaine.

Si dice che lo componesse per frastornare i suoi compatrioti dal fare alleanza con Falaride, e che vi riuscisse. Se le lettere, attribuite a questo famoso tiranno di Agrigento, fossero veramente legittime, sarebbero una nuova gloriosa testimonianza dell'abilità e della fama di Stesicoro , essendovene molte scritte dal tiranno al medesimo in sua lode. Purtroppo la fede di tali Lettere è dubbia. Si attribuisce a Stesicoro I'invenzione dell'Epitalamio o “Canto nuzziale”3. Infatti egli fu il primo, che introdusse la triplice divisione di strofe, antistrofe ed epodo, queste tre parti “per proverbio vennero appellate Tria Stesichori5 e quando volevasi additare un uomo rozzo ed ignorante si diceva che non sapeva nemmeno le tre cose di Stesicoro. E’ per questo nuovo ordine introdotto nella poesia lirica che gliene venne il nome di Stesicoro, cioè Formatore del Coro.

Gli Imeresi, presso cui egli rimase a lungo ospite, gli eressero una magnifica statua, mentre a Catania gli venne innalzato un superbo mausoleo con otto colonne, mentre oggi la stessa città ha dedicato a Lui la sua piazza più bella. Gli autori “antichi non si saziano di encomiarlo e Dionigi Alicarnasseo giugne ad antiporlo a Simonide ed a Pindaro”6.

 

Bibliografia:

1.   Gioacchino Fiore della Calabria illustrata

2.  Louis Mayul Chaudon, Nuovo dizionario storico, ovvero istoria in compendio, Napoli 1789;

3. Louis Mayul Chaudon, op. cit.

4.  Di Giovanni Tarditi, Studi di poesia greca e latina

5.    Louis Mayul Chaudon, op. cit.

6.    Louis Mayul Chaudon, op. cit.

 

 Sk

p Torna su        Home|Index u

 

Tutti i diritti riservati - webmaster@maridelsud.com

 

   Sul web dal 1997

 by Spiderkapp