Tra
le tante uve calabresi, ve ne è una gialla delicatissima, chiamata uva
greca che dà origine ad un nettare bianco liquoroso, il Greco
di Bianco, ed un altra, quasi simile, da cui si produce il vino chiamato Mantonico;
si tratta di vini passiti dotati di eccezionali finezze organolettiche.
Hanno la caratteristica, per una rara contraddizione ma preziosa in
senso enologico, di presentare un'elevata quantità naturale di alcool e
di zuccheri in armonia con un apprezzabile livello di acidità reale.
Il
Greco di Bianco
E' l'unico vino DOC della provincia di
Reggio Calabria.
E' un tipico vino passito da dessert o da
accompagnare a formaggi piccanti a pasta dura.
Pregevolissimo, frutto
di una particolare e delicata tecnologia di vinificazione e, pertanto,
un ottimo vino ad alta gradazione alcolica (17-18 gradi),
dal colore giallo oro con riflessi ambrati, profumo finissimo, sapore
tendente al liquoroso, di odore alcolico, etereo, caratteristico, e di
sapore morbido, caldo, con caratteristico retrogusto perfettamente
armonico, pieno, di ottima struttura. Piuttosto dolce quando è
giovane.
La
vite che lo produce ha origini
remotissime: sembra che il primo tralcio sia arrivato nell'VIII secolo
a. C., quando i Greci sbarcarono presso il promontorio Zefirio, oggi
Capo Bruzzano (territorio nel Comune di Bianco).
Un vitigno simile non si trova in tutto il
territorio Calabrese per cui si presume che qualche sparuto gruppo di coloni
greci, emigranti di altri tempi carichi, di speranza e di nostalgia, lo
trapiantò su questa terra, il cui profumo frammisto a quello del mare
poco distante, ed ai colori del paesaggio, ricordavano quelli del
paese natio abbandonato.
La
pianta trovò le caratteristiche climatiche per attecchire ed era un
tempo più vigorosa e diffusa.
Oggi nasce su una stretta fascia
costiera affacciata allo Jonio, da una vite aristocratica e preziosa,
avida di cure, avara di frutti, tanto che da una pianta si ottiene
appena mezzo litro di vino.
La
zona di produzione comprende il territorio del Comune di Bianco e
parte del territorio di Casignana confinante con quello di Bianco su
terreni di colorazione chiara o bruna rossastra, a clima mediterraneo.
I
produttori del greco hanno ricevuto in passato rilevanti ed importanti
riconoscimenti internazionali.
Nel
1966 la produzione del greco ha raggiunto un livello bassissimo per
cui fu fondata a Bianco una cooperativa agricola, con l'intento di
valorizzare e standardizzare la produzione di tale vino, obiettivo
raggiunto nel 1980, quando il vino ha avuto il riconoscimento del
marchio DOC.
La produzione commerciale negli ultimi anni è decisamente diminuita in
quanto si tratta di un vitigno molto delicato che necessita di continue
cure e controlli.
Attualmente il vino greco è commercializzato prevalentemente a livello
provinciale e da singoli produttori.
Il
Mantonico
Si trova diffusamente impiantato a Bianco lungo
la costa del mare Jonio e ricopre una superficie di 45 ettari, ma è
presente anche a Casignana, Locri, Palizzi e Monasterace.
Il
nome deriva dal greco Mantonikos
vocabolo formato da Mantis-eos che significa indovino,
profeta.
Sembra, infatti, che tale vino venisse utilizzato dai
sacerdoti dell'antica Locri Epizephiri e dagli indovini.
Viene coltivato misto ad altri vitigni ad uva bianca e nera.
Nel passato si prediligeva la coltura ad alberello mentre oggi si è
diffuso il cordone speronato orizzontale; i grappoli sono tozzi e di
media grandezza e gli acini hanno un sapore dolce, ma acidulo al tempo
stesso a causa della loro buccia tannica.
Il
procedimento di trasformazione delle uve in vino è analogo al Greco
di Bianco: anche se il Mantonico ha un colore leggermente
più scuro del Greco, un aroma meno marcato e una gradazione che
oscilla tra i 15° e i 17° alcolici.
Per
i motivi sopra accennati questa delizia enologica rischia di
scomparire, soprattutto il Greco di Bianco, che invece
occorrerebbe tutelare e valorizzare con adeguati interventi
legislativi.