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Roma antica, repubblicana e imperiale

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Il primo calendario di Roma, Varrone lo attribuisce a Romolo e fu detto calendario romuleo,  si basava sulle fasi lunari distribuiva l'anno in 304 giorni divisi in 10 mesi, di cui  6 di 30 giorni e 4 di 31.

Marzo era il primo mese dell'anno, dedicato al dio Marte, dal quale ha origine il nome, terminava a dicembre.

In seguito Numa Pompilio, aggiunse i mesi di gennaio e febbraio così che l'anno durava 355 giorni diviso on 12 mesi di cui 4 erano di 31 giorni,  sette di 29 e 1 di 28.

Per poter conciliare il sistema di divisione del tempo collegato alle fasi lunari con quello solare collegato alle stagioni Numa Pompilio inserì dei mesi intercalari in modo che ogni 20 anni  i giorni coincidessero con lo stesso solstizio dal quale erano partiti.

 Giulio Cesare nel 46 a. C. promulgò la riforma preparata dall'astronomo greco-alessandrino Sosigene.

Per pareggiare i conti allungò un anno di ben 445 giorni divisi in 15 mesi per poi adottare il metodo egizio, quasi del tutto simile al nostro. Quindi ogni a tre anni di 365 giorni seguiva un anno di 366.

Questo giorno veniva inserito tra il 23 e il 24 febbraio, cioè il sesto giorno prima dell'inizio di marzo: appunto bisestile (bis-sextus pridie Calendas Martias). Cesare conservò la numerazione degli anni dalla fondazione di Roma (ab urbe condita), per cui l'anno della riforma giuliana fu il 708 a.u.c. Più tardi i mesi Quintilis e Sextilis furono chiamati Julius e Augustus, in onore di Cesare e di Augusto. 

Nell'8 d. C. Ottaviano Augusto corresse un errore di calcolo, facendo cadere l'anno bisestile una volta ogni quattro anni.

 

 

In quanto ai giorni del mese, benché già in età imperiale si fosse incominciato a usare anche una divisione simile a quella della settimana, non venivano numerati progressivamente dal primo all'ultimo, ma venivano indicati in base al loro rapporto con le calende (il 1º di ogni mese), le none (il 5 o il 7 a seconda che il mese fosse di 30 o 31 giorni) e le idi (il 13 o il 15).

 Esso rimase in vigore fino al 1582 col nome di calendario giuliano.

 Fino al II sec. d.C. vi era una forma rudimentale di settimana,  in tale periodo si cominciò ad usare una settimana, di origine ebraica, i cui nomi, tuttora usati, derivavano da divinità pagane

 

 

 SK

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