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 Il pranzo calabrese

 Strani pesci

 Flusso e riflusso

 Il cippo di Polla

 

 

 

 

Il pranzo calabrese

La sequenza delle  portate in un pranzo nella tipica tradizione calabrese non segue alcun ordine, infatti la caratteristica  che più si avvicina al pranzo tipico della tradizione è la "schiticchiata", in cui tutte le vivande vengono bandite sul tavolo contemporaneamente.

Strani pesci

Nel mare antistante Pezzo, piccolo borgo del comune di Villa San Giovanni, capita spesso di trovare nelle reti dei pescatori pesci, che abitualmente vivono nelle grandi profondità dello Ionio, ormai morti, sventrati dalla minore pressione dell'acqua in superficie.

Infatti questi pesci vengono sospinti in superficie dalla forte corrente marina proveniente dalle coste della Grecia che incontrando la costa sommersa siciliana risale verso l'alto trasportando in superficie, appunto, con essa anche i pesci dalle profondità.

Flusso e riflusso nello Stretto di Messina antico

Pare che i laghetti di Ganzirri fossero lo sbocco di lunghissime ed enormi gallerie che iniziano dalla costa sommersa vicino Taormina, dove sono tutt'oggi esistenti e croce dei subacquei per l'impossibilità ad esplorarli, data la complessa articolazione e lunghezza. A causa delle maree che si alternano ogni sei ore e dodici minuti le acque del mar Ionio confluiscono nel mar Tirreno (montante) e viceversa (scendente).

Durante la montante, le acque provenienti dall'alto mar Ionio vanno a sbattere contro la costa siciliana, esercitando una enorme pressione su di essa e di conseguenza forniscono una controspinta verso nord alle acque dello stretto.

E così nei tempi remoti, anche le acque contenute nelle gallerie sommerse ricevevano questa forte controspinta verso nord che così  scaturivano dallo sbocco di Ganzirri con enormi getti e con grande fragore, mentre durante la scendente lo stesso sbocco risucchiava l'acqua e tutto ciò che in essa si trovava (flusso), e che, probabilmente, molte volte restituiva nella successiva montante (riflusso), incrementando, così, arcane leggende presso i popoli antichi: "tre fiate il rigetta, e tre nel giorno l'assorbe terribilmente" (Odissea, libro XII)

Il cippo di polla sulla via Popilia

Nell'iscrizione di Polla presso Salerno dell'anno 132 a.C.: "lo Popilio figlio di Caio, console, feci la via da Reggio a Capua; in questa via collocai tutti i ponti e le pietre miliari e le tabelle indicative. Da qui ci sono 51 miglia per Nuceria, 84 per Capua, 74 per Murano, 123 per Cosenza, 180 per Valenzia, 231 per lo stretto fino alla statua (ad statuam odierna Catona), 237 per Reggio. Il totale da Capua a Reggio è di miglia 321.

Tenendo presente che un 1 miglio romano = 8 stadi equivaleva a 1.478 m. e confrontando queste misure con una cartina odierna  si nota chiaramente che questi dati coincidono,  grosso modo, con la distanza attuale.

 

SK

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