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Bagnara Calabra 1700 |
Nel 1860, delle non molte navi a vapore esistenti nel mondo, 8 di esse appartenevano all'armatore di origine bagnarese, Vincenzo Florio, trapiantato nella Sicilia borbonica, e suo figlio Ignazio che ha continuato e ampliato le innumerevoli attività. Tra le sue attività, Florio, aveva anche sviluppato una fiorente industria conserviera, attività che aveva iniziato fin da quando abitava nella sua Bagnara, dove questo tipo di attività era già fiorente. Infatti a quel tempo a Bagnara, come anche negli altri paesi rivieraschi dove era possibile effettuare grossi scambi commerciali per l’unica via possibile: quella marittima, si produceva e commercializzava di tutto, in questi luoghi, infatti, affluiva tutta la produzione delle campagne e dei paesini interni. |
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Riallacciarsi alla tradizione, oggi, è un ottimo sistema per ricominciare, è logico che per tempi e modi è necessario riadattare tutto al sistema odierno: professionalità specifica, capacità amministrativa, e quel che è più importante: il marketing. E' nota la bontà dei nostri prodotti agricoli conservati. E’ sicuramente capitato a tutti comprare nei supermercati sottoli, sottaceti, olio di oliva, aromi ed erbe aromatiche (basilico, origano, capperi, etc.), olive in salamoia, peperoni sottaceto, giardiniera, e di aver notato, anche, la differenza tra i prodotti di altra provenienza e quelli nostrani, tradizionali, esse risultano, infatti, molto più saporiti e con un gusto assolutamente più buono. Per non parlare poi del settore dolciario .... o degli infusi ottenuti dai fiori d’arancio, del limone, del mandarino, quasi del tutto, ormai sconosciuti. |
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A questo proposito esistono dei progetti messi a sostegno e per la valorizzare di questi prodotti, esiste, infatti, un progetto elaborato da un gruppo di lavoro del dipartimento di ecologia dell’Università della Calabria che prevede “... un marchio doc per i prodotti alimentari calabresi ...” per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari attraverso l’introduzione “di una etichetta ecologica che possa richiamare il concetto di denominazione di origine protetta” che peraltro è prevista dalla CEE. Un altro settore produttivo che ha una buona domanda e che il nostro territorio offre una buona materia prima è quella delle essenze sia per uso alimentare (liquori, dolci, etc) sia per la profumeria o per uso domestico (detersivi, saponi etc), e, inoltre, oli essenziali d’arance, mandarini, limoni, bergamotto, gelsomino, fiori selvatici, etc. |
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A testimonianza dell’alta qualità ottenuta, nelle nostre zone, dal prodotto per eccellenza, nei secoli addietro e i primi di questo secolo, esistono ancora le ciminiere delle filande a Villa S.Giovanni. La seta prodotta da quel baco nostrano risultava la più resistente alla trazione, la più elastica, e la più brillante, di un bianco unico che ne otteneva domanda persino dai fornitori della corte imperiale giapponese. Attualmente l’Italia consuma circa 20 milioni di q.li annui contro una produzione di soli 600.000 q.li (dati marzo ‘95). La differenza viene, ovviamente, importata dai paesi orientali e dal nord-Africa, la cui qualità, di gran lunga inferiore a quella che veniva prodotta nelle nostre zone, non soddisfa la richiesta di una clientela sempre più esigente facendo impennare i prezzi della qualità dei migliori prodotti. I dati di mercato parlano in modo estremamente chiaro. Un progetto in questo senso non è di facile realizzazione in quanto impegna ben tre settori: quello agricolo (mettere a dimora, coltivare e curare gelsi); quello zootecnico (allevare, curare, selezionare bachi da seta); quello artigianale (ciclo di lavorazione della seta grezza prima e dei tessuti in seta poi), ma da enormi soddisfazioni, come dimostrato da chi in Italia ci lavora già. |
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Una facilitazione sono i costi, abbastanza contenuti, soprattutto per i lavori a conduzione familiare o di piccole imprese basta, infatti, uno scantinato e un piccolo locale dove allevare i bachi e un po' di tempo da dedicare di tanto in tanto. Il costo maggiore è quello che, inizialmente, deve essere investito per l’ acquisto dei bachi, tra l’altro neppure molto elevato. Fino ad una ventina di anni fa, alcune famiglie dei paesini della nostra provincia allevava il baco addirittura in catapecchie o in piccole casettine tipo pollaio. |
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Un altro settore ormai da molto tempo abbandonato che potrebbe trovare applicazione anche abbastanza redditizia è lo sfruttamento della radica, soprattutto quella dell'erica, un tempo usata, usata dai nostri artigiani, per la produzione di pipe pregiate, questo tipo di radica, potrebbe benissimo essere lavorata in modo da ottenere delle lamine da utilizzare anche per altre applicazioni: nella produzione dei mobili pregiati; per i cruscotti delle automobili; per la produzione artigianale di oggettini vari che potrebbero rendere famose le nostre zone come specifiche e qualificate anche per questi prodotti. |
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Per poter rendere funzionale, competitivo e specializzato e soprattutto per un’ottima riuscita per chi vuole cimentarsi in qualche attività, occorre creare delle società, anche a carattere cooperativistico, di assistenza a queste imprese che dovrebbero agire nei tre settori anzidetti e cioè: istruzione e assistenza tecno-professionale; assistenza amministrativo-contabile-fiscale; assistenza commerciale e marketing. Questo tipo di assistenza, inizialmente, dovrebbe essere messa a disposizione gratuitamente a favore di chiunque ne faccia richiesta, e sostenuta con fondi pubblici. |