Quattrochiacchiere

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Stato Vaticano del 1756

Regolamento degli impiegati

Ecco le norme a cui dovevano attenersi tutti gli impiegati delle ditte e delle botteghe presso lo stato Vaticano del XVIII sec.

Chissà se oggi ...

Nostradamus   

il medico indovino  

  1. Gli impiegati dell'ufficio devono scopare i pavimenti ogni mattina, spolverare i mobili e le vetrine.

  2. ogni giorno devono riempire le lampade a petrolio, pulire i cappelli e regolare gli stoppini, e una volta la settimana dovranno lavare le finestre.

  3. Ciascun impiegato dovrà portare un secchio d'acqua e uno di carbone per la necessità della giornata.

  4. Tenere le penne con cura: ciascuno può fare la punta ai pennini secondo il proprio gusto.

  5. Questo ufficio apre alle sette del mattino e si chiude alle sette di sera, eccettuata la domenica nel qual giorno resterà chiuso. Ci si aspetta che ciascun impiegato passi la domenica dedicandosi alla chiesa e contribuendo liberamente alla causa di Dio.

  6. Gli impiegati uomini avranno una sera libera alla settimana a scopo di svago e due sere libere se vanno regolarmente in chiesa.

  7. Dopo che un impiegato ha lavorato tredici ore in ufficio, dovrà passare il rimanente tempo leggendo la Bibbia e altri buoni libri.

  8. Ciascun impiegato dovrà mettere da parte una somma considerevole della sua paga per gli anni della vecchiaia, in modo che egli non diventi un peso per la società.

  9. Ogni impiegato che fuma sigari spagnoli, faccia uso di liquori in qualsiasi forma frequenti biliardi o sale pubbliche o vada a radesi dal barbiere ci darà una buona ragione per sospettare del suo valore, delle sue intenzioni, della sua integrità e onestà.

  10. L'impiegato che avrà svolto il suo lavoro fedelmente e senza errori per cinque anni, avrà un aumento di paga di 5 centesimi al giorno, ammesso che i profitti della Ditta lo permettano.

Michel de Nostradame era un medico vissuto nella prima metà del Cinquecento. Se si fosse limitato ad ammazzare i suoi pazienti (come in buona fede allora faceva la maggior parte dei medici a forza di salassi e torture varie) non ne sarebbe rimasta traccia se non in qualche annale polveroso.

Invece (probabilmente perché aveva finito i pazienti) si latinizzò il nome in “Nostradamus” e scrisse tutta una serie di pronostici astrologici che chiamò centurie. In pratica aveva delle visioni. Oggi avrebbe fatto lo stilista, il redattore di telegiornale o l’autore di musica New Age; al massimo, se fosse stato in Italia, avrebbe fondato un nuovo partito.

Allora la vita era un po’ monotona. Non gli restava che fare il visionario. Però c’era un problema. Mentre i visionari religiosi allora venivano fatti santi, quelli laici venivano torturati per poi essere fatti definitivamente fuori sul rogo, fra le acclamazioni del popolo e delle mamme che portavano i bambini a vedere lo spettacolo educativo.

Così Nostradamus che era un po’ scemo come visionario, ma non era uno stupido, ebbe l’accortezza di non datare le sue visioni.

Le sbatteva così in versi, chiamandoli “centurie” senza chiamarle previsioni e dire né a chi, né a quando si riferivano.

Così in seguito ci furono altri scemi che credettero di vedere un riscontro nelle sue predizioni, e ce ne sono ancora adesso.

Insomma, era un po’ scemo, ma anche furbo come una volpe. E allora perché era scemo? Perché come tutti credeva che il mondo sarebbe finito nel 2000 e lo disse in una delle poche predizioni “aperte”. Non gli bastava la figuraccia che avevano fatto tutti gli europei con le scene di panico allo scadere dell’anno mille e con tutte le predizioni sballate del “Mille e non più mille” e la sorpresa generale una mattina di risvegliarsi vivi come il millennio prima (chissà che delusione!).

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