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Quando i ladri andarono al potere |
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La Repubblica: "In occasione del 21 anniversario della morte di Ennio Flaiano pubblichiamo un suo testo inedito tratto da una trasmissione radiofonica del 1967 curata da Enrico Valse: per la serie 'Sesto senso'. Si tratta di una favoletta recitata, al microfono dall'autore e letta da un appunto. E’ stata ricavata da una bobina ritrovata in casa dallo stesso Vaime." Quando i ladri presero la città, il popolo fu contento. Fece vacanza e anche dei bei fuochi d'artificio. La cacciata dei briganti autorizzava ogni ottimismo e i ladri, come primo atto di governo, riaffermarono il diritto di proprietà. Questo rassicurò i proprietari più autorevoli. Su tutti i muri scrissero: il furto è una proprietà. Leggi severe contro il furto vennero emanate e applicate. A un tagliaborse fu tagliata la mano destra, a un baro la mano sinistra che serve per tenere le carte. A un ladro di cappelli tagliarono la testa. Poi si sparse la voce che i ladri rubavano. Da principio questa voce parve una trovata della propaganda avversaria è fu respinta con sdegno. I ladri stessi ne sorridevano e ritennero inutile ogni smentita ufficiale. Tutto parlava in loro favore: erano stimati per gente dabbene, ladra, onesta. Ora, insinuare che i ladri fossero ladri sembrò assurdo. Il tempo trascorse, i furti aumentavano. Un anno dopo erano già imponenti. E si vide che non era possibile farli senza avere una grossa organizzazione. E si capì che i ladri avevano questa organizzazione. Una mattina per esempio ci si accorgeva che era scomparso un palazzo dal centro della città nessuno sapeva darne notizia. Poi sparirono piazze, alberi, monumenti, gallerie coi loro quadri e, le loro statue, officine coi loro operai, treni coi loro viaggiatori, intere aziende, piccole città. La
stampa, dapprima timida, insorse. Sparirono allora i giornali coi loro
redattori e anche gli strilloni. E quando i ladri ebbero fatto sparire
ogni cosa, cominciarono a derubarsi tra di. loro. E.la cosa continuò
finché non furono derubati dai loro figli e dai loro nipoti. Ma vissero
sempre felici e contenti. |
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