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Nell’alto Ionio
reggino, sopra la locride, sui contrafforti orientali
dell'Aspromonte, al centro di due canyon scavati nella
roccia dalle fiumare Novito e Pachina è situato il paese di
Canolo. Un tipico paesaggio montano della Calabria tra rupi
che precipitano a strapiombo nella gola della fiumara.
Infatti il monte Mutolo, situato a occidente del paese,
domina l'abitato.
Le sue vette di
pietra rossastra sono particolari poiché assomigliano per
forma alle Dolomiti e, per questo, vengono dette le
“Dolomiti del sud”.
Queste montagne
rocciose sono ricche di giacimenti di lignite, antimonio,
bario, gesso e furono molto sfruttati durante il periodo
borbonico. |
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Su queste
cime, nel 2005, sono state girate diverse scene della
miniserie televisiva “L'uomo
che sognava con le aquile”
con Terence Hill.
Sono
interessanti le escursioni effettuate nella zona di Canolo
Centro per visitare le “Dolomiti del Sud” e le tante grotte,
i canyon e le fiumare presenti nel territorio.
Nel passato
questo luogo è stato spesso oggetto di ricerche e studi da
parte di esperti e viaggiatori stranieri: |
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Nel 1787 si occupa l'Accademia reale delle scienze:
“Le montagne che al di ſopra circondano la valle ad
occidente in diſtanza di un miglio a linea, ſono
quella parte orientale dell' Aſpromonte , che forma
la grande ed alla rupe detta Monte Eſope.
Giova qui avviſare che per queſta parte orientale le
falde dell'Afpromonte hanno lunghi e frequenti
ſtrati di piriti, e particolarmente il territorio di
Canolo caſale di Gerace. Ed è coſa notabiliſſìma ciò
che il Dott. Severino Profeſſor di Medicina ci
diceva: cioè che nel cader le acque autunnali ſi
oſſervavano per quei luoghi di Canolo molti e
diverti punti del ſuolo fumare ſenſibilmente .
Nelle falde orientali dell'Epopee in territorio di Canolo eſiſtono ricche miniere di rame a foglietti,
e noi ne oſſervammo in Gerace di belliſſimi pezzi
tirati di recente dalle miniere .
Quelle specie di miniere ſogliono eſſer ricche, e di
ottima qualità.”(1) |
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Nel 1860 scrive Vincenzo montagna:“Nei
dintorni di Canolo un calcareo compatto ed altro
calcareo dolomizzato poggiano sopra un sistema di
una specie di ardesia lucente (quasi filladi), la
quale è assai tormentata e ripiena di moltissime
fessure. Quest'ultima roccia spesso s'imbeve di
acqua, ed è ciò cagione che grandi massi calcalcarei
cadano nelle sottoposte valli. Verrà forse un
giorno, e Canolo stesso potrà sperimentare la sorte
dei villaggi svizzeri.
Nella via che d'Agnana conduce a Salvi, sono circa 5
anni (1858), avvenne una grande frana. I macigni e
le psammiti colà alternano con piccoli strati
argillo-sabbioso-micacei a tessitura scistosa o
scistoso-globulare, e la stratificazione pende di
circa 220. L'acqua infiltratasi negli strati,
durante un verno che i vecchi accertano essere stato
assai piovoso, vi produsse il movimento di enormi
quantità di rocce, e la proprietà di un padrone con
gli alberi ancor ritti si andò a trapiantare sopra
quella di un altro. Gli strati in molti punti oggi
si veggono disordinati.”(2) |
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* Edward Lear
viaggiatore, scrittore e illustratore
inglese. Nel 1847 si propone di visitare la Calabria ma i
moti di Reggio dell'ottobre 1847 limitano la visita alla
sola provincia reggina. Durante il suo viaggio Lear produce
numerose descrizioni illustrate raccolte nel Journals of a
Landscape Painter in Southern Calabria, pubblicato a Londra
nel 1852. |
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Così scrive E. Lear* nel
1847: “La vista di Canolo dal
burrone di Novito è estremamente superba, e
aumentava la maestosa meraviglia quando noi
scendendo al fiume, fra bellissimi boschi, dopo
avere attraversato il largo letto del torrente …
siamo giunti in un mondo di rocce austere, un
deserto di terrore, al punto che non è facile
descrivere o immaginare.
Il villaggio per se stesso è schiacciato e spinto
in un nido di rocce appuntite subito dopo il vasto
precipizio che si chiude attorno al Passo del
Mercante, e quando da una parte si guarda a questa
barriera di pietre, e poi, girando attorno, si
osserva il mare distante e le colline ondulate,
nessun contrasto può essere più rimarchevole.
Il … pomeriggio l'abbiamo impiegato girando la
città, e i suoi straordinari dintorni, dove masse di
rocce titaniche minacciavano come per schiacciare i
pezzi di scenari rocciosi … |
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Ogni angolo di questo sito possiede un grande
interesse, ed è pieno di magnifici studi per noi.
Tutta la mattinata abbiamo disegnato alle falde
delle colline …
Austere, paurose scene di Canolo! Lontano,
lontano, in alto, lungo il passo della costa
occidentale, si potevano distinguere piccole figure
attraversare le sinuose linee tra rocce scoscese e
frammentate! Profondo nelle rovine, dove torrenti
precipitavano fra rocce perpendicolari, facendo eco
e spuma attorno, si potevano vedere gruppi di donne
di Canolo stendere della biancheria lavata al sole
per asciugarla; esse sembravano da lontano delle
macchie sulla faccia di enormi masse di sassi, o un
gregge di capre raggruppate in un pinnacolo lucido e
brillante alla luce gialla del sole.
Canolo e le sue rocce meritano un lungo viaggio
per guardarle"(3). |
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Il 20 e 21 agosto 1847 è ospite, nel grande palazzo posto al di
sopra Canolo, del più importante proprietario del posto, Don
Giovanni Rosa, un uomo abbastanza vecchio dalle maniere
semplici e gentili. |
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Bibliografia
1. Atti della reale
accademia delle scienze e belle lettere, Napoli, MDCCLXXXVII
2. Vincenzo Montagna,
Generazione della terra ..., A.F. Negro, Torino, 1864
3. Edward Lear, Diario
di un viaggio a piedi, a cura di E. De Lieto Vollaro, ed.
Parallelo 38, Reggio Calabria 1973 |
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