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Portopalo (SR)

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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia

 

Portopalo di Capo Passero, sino al 1975, era una frazione di Pachino. Quest'ultima cittadina fu fondata nel 1578 da Gaetano Starrabba Alagona dei principi di Giardinetti, anche se questo territorio affonda le sue radici nella preistoria.

Infatti nelle contrade di Cugni e Morghella sono stati ritrovati resti di abitazioni del periodo paleolitico e di un villaggio romano.

Il territorio del comune di Portopalo di Capo Passero costituisce il lembo di terra più a sud della Sicilia, dell’Italia e dell’Europa.

 Infatti la sua posizione longitudinale si trova più a sud di quella di Tripoli. 

Inoltre, questa striscia di territorio fa simbolicamente da spartiacque tra il mare Ionio e quello Mediterraneo.

Conosciuto dai romani col nome di “Promontorium Pachyni” fu descritto da Virgilio nell’Eneide, citato da Dante nella Divina Commedia, da Cicerone e da molti storici e autori della letteratura classica.

Le sue origini risalgono alla notte dei tempi, alla preistoria. Le sue grotte infatti furono abitate a cominciare dal periodo del Neolitico fino alla media età del bronzo.

Le sue coste frastagliate, le sue necropoli, le sue storiche tonnare, i castelli, le torri, le grotte preistoriche, i suoi alti fari e due limpidissimi mari, lo Ionio e il Mediterraneo, fanno di questo territorio un angolo di paradiso.

Storicamente Portopalo di Capo Pàssero si andò popolando fin dai primi anni del 1800 e si sviluppò lentamente attorno alla chiesa parrocchiale che venne  inaugurata nel 1812, fino a costituirsi comune indipendente nel 1975.

La chiesa intitolata a San Gaetano di Thiene, Patrono di Portopalo e ubicata nei pressi della piazza principale del paese, è stata ricostruita del 1928.

Nel 1718 nelle acque di questo mare si svolse la battaglia di Capo Passero, durante la quale la flotta inglese comandata da sir Byrn, facente parte della quadruplice alleanza, sconfisse la flotta spagnola agli ordini di don Antonio Castaneda

Durante la II guerra mondiale, nel luglio 1943, su questo lembo di terra sbarcarono le truppe anglo-americane, costituendo una testa di ponte per la penetrazione verso l'interno del territorio siciliano.

L'economia di questo territorio è basata principalmente sulla pesca e sull’agricoltura, quest’ultima molto sviluppata nel settore delle primizie, data la natura climatica del luogo con inverni particolarmente miti.

Poco più a nord del comune di trova il complesso in fabbrica della tonnara di Capo Passero, uno dei tanti monumenti dell’industria manifatturiera per la lavorazione e conservazione del tonno in terra di Sicilia.

Questa tonnara, a suo tempo, era una delle più importanti in Sicilia, oggi, viene classificata come reperto di archeologia industriale.

Accanto alla tonnara si trova una costruzione architettonica strana e singolare, un castello in puro stile Liberty.

Il castello venne costruito nel 1930 dal marchese Bruno Belmonte. Negli anni '50 divenne proprietaria la famiglia Tafuri da cui prese il nome.

A sud, una striscia di mare di appena 250 metri separa l'Isola di Capo Passero dalla costa di Portopalo alla quale, un tempo, era unita da un istmo sabbioso.

Lunga 1300 metri, larga 500 metri, estesa per circa 37 ettari, è situata tra il Mar Jonio e il Mar Mediterraneo.

Nella parte orientale, dove l'isola è più in quota, la costa è più alta e frastagliata, mentre a occidente, dove l'isola degrada verso il mare, l'azione delle maree e delle correnti marine ha formato una spiaggia sabbiosa.

In questa zona la vegetazione è quella tipica dei litorali sabbiosi: l'euforbia pepilis, il giglio di mare (o Pancrazio) e la rughetta marina, mentre ovunque è presente la palma nana.

 L'avifauna è composta soprattutto da numerosi passeracei (fanelli, verdoni, cardellini, beccamoschini, saltimpali ed altri) che fanno la spola fra la vicina costa e l'isola.

L'ittiofauna è quella tipica di tutta la costa sud-orientale siciliana: spigole, saraghi, sogliole ed aragoste.

Per l'importanza che riveste quest'area naturalistica, la Società Botanici Italiana, ha incluso l'isola nei biotipi di rilevante interesse botanico della Sicilia. Inoltre, nel 1991, l'isola è stata inserita nelle aree marine protette.

A nord si trovano i magazzini per le attrezzature della Tonnara di Portopalo, appartenente alla nobile famiglia di Bruno di Belmonte, proprietario della stessa isola.

Su un lato del caseggiato sono adagiate tutt'ora le ancore utilizzate dai tonnaroti per fissare sul fondo del mare le reti che conducevano i tonni verso la "camera della morte" prima della mattanza.

A poca distanza dall'isola e ad una profondità di ventisei metri, si trova la grotta con il "Cristo degli Abissi", calato nell'anno 2001.

Nella parte più alta dell'isola, agli inizi del Cinquecento, sotto il regno di Carlo V, fu eretta un imponente fortificazione difensiva e di avvistamento in sostituzione della torre preesistente.

Venne più volte assalita dalla pirateria turchesca finchè nel 1526 venne conquistata e distrutta.

In seguito, su sollecitazione della città di Noto, l’Imperatore, tramite il Viceré Gonzaga, ne ordinò la ricostruzione.

Il Faro presente sull'isola è stato costruito su uno dei quattro angoli degli spalti della fortezza.

Inoltre, sempre al centro dell'isolotto, si trova una grande statua bronzea di Maria S.S. "Scala del Paradiso" guardiana del mare di Sicilia.

Bibliografia.

- La Biblioteca di Repubblica, La Sicilia, Touring editore s.r.l., Milano, 2005

- G. Bonaffini, La Sicilia ed i Barbareschi, ed. Sellerio, Palermo, 1983

- R. Lentini, Le tonnare di Sicilia, Giannitrapani, Palermo 1985

- Isidoro la Lumia, La Sicilia sotto Carlo V imperatore, ed. G. Pedone Lauriel, Palermo,1862

 

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