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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia

 

Cefalù è stato un emporio fenicio, detto Ras Melikart o Kefa.  Gli studiosi fanno derivare l'antico nome Kephloídion dal greco Kefalé ("capo" per via della forma della rocca cha assomiglia vagamente alla testa umana). Alcuni ritrovamenti archeologici confermano anche l’ipotesi che la città sia stata un centro indigeno del V secolo a. C., divenuto ricco e importante grazie alle popolazioni greche e puniche che all’epoca detenevano la supremazia sulla costa.

 

Antichissimo borgo, situato ai piedi di una massiccia rupe, sulla costa settentrionale della Sicilia, offre ai visitatori i molteplici volti delle epoche trascorse: le mura pelagiche e i ruderi del santuario preellenico, detto tempio di Diana, testimoniano la sua origine antichissima.

Non si hanno notizie in merito alla data di fondazione e all’origine del primo nucleo che abitò il sito dell’odierno Comune palermitano.

Molti fattori, tra i quali, la presenza dell’acqua, di una zona pianeggiante e di una fertile fascia di terreno, inducono a pensare che il primitivo centro urbano si sia sviluppato ai piedi della Rocca

Secondo alcuni studiosi, Cefalù è stato un emporio fenicio, detto Ras Melikart o Kefa. Alcuni ritrovamenti archeologici, invece, confermano l’ipotesi che la città sia stata un centro indigeno del V secolo a. C., divenuto ricco e importante grazie alle popolazioni greche e puniche che all’epoca ebbero la supremazia sulla costa.

Non mancano riferimenti mitologici, secondo i quali i primi abitatori di Cefalù furono i Giganti, discendenti del nipote di Noè, che popolarono la Sicilia dopo il Diluvio.

Sarebbero stati i Sicani, capeggiati da Sicano, figlio del ciclope Brilareo a fondare la città nel 1634 a. C. in un luogo scelto per il gusto salato dell’acqua delle sue sorgenti e per la posizione geografica che garantiva una difesa naturale

Anche altri autori attribuiscono la fondazione della città ai Giganti, ma in un periodo ancora più remoto che va dal 3000 al 2700 a. C. Il rinvenimento, in diverse epoche, di alcuni resti di scheletri di mole smisurata ha fatto sì che le ipotesi fornite dalla mitologia avessero una certa credibilità.

A Cefalù giunse Ercole nel 1283 e vi edificò un tempio dedicato a Giove. In suo onore furono coniate numerose monete con la sua effige.

Altro personaggio mitologico è Dafni, figlio di Mercurio, che sposò Echenaide. Per aver ceduto alla seduzione di una regina, fu accecato dalla suocera. Non  potendo più ammirare quella natura che aveva ispirato la sua poesia pastorale, cominciò a vagare per i boschi. Mercurio, per porre fine alle sofferenze del figlio, lo trasformò in una roccia, dalle sembianze umane, nei pressi di Cefalù.

E nel toponimo di una contrada di Cefalù, Prissuliana (Presa da Diana), resta il ricordo del mito di Diana, principessa e sacerdotessa, che per amore si lasciò morire, dopo essere stata rapita dai pirati.

E’ lo storico Diodoro a citare per la prima volta la città, riportando la notizia che nel 396 a. C. Imilcone, generale cartaginese, si alleò con gli abitanti della fortezza di Kephaloidion.

Nel 307 a. C., per un tradimento di Dioniso di Siracusa, passò sotto il governo di Leptine.

Nel 254 a. C. divenne dominio romano con il nome di Cephaloedium; dopo la caduta dell’Impero Romano il centro urbano fu trasferito sulla Rocca, mentre la sede sul mare subì un’ inesorabile decadenza.

Il successivo dominio degli Arabi portò ad una fusione di culture, conoscenze e usanze le cui tracce sono rinvenibili nell’architettura, nell’agricoltura e nella gastronomia. Ma il periodo di massimo splendore della Città si ebbe sotto il dominio normanno di Ruggero II, che fondò il vescovado di Cefalù e concesse alla città numerosi privilegi.

Solo con la rivolta dei Vespri Siciliani, nel 1282, Cefalù conquistò la propria autonomia, che durò fino al 1430, quando fu venduta dal re Alfonso V al conte Ventimiglia per mille fiorini d’oro.

Nel 1820 fu teatro di una rivolta, durante la quale fu distrutta la casa senatoria e furono smarriti molti documenti. Il fallimento della rivolta contro i Borboni scoppiata nel 1856 ebbe come conseguenza la fucilazione di Salvatore Spinuzza e la condanna per molti patrioti, ai lavori forzati.

Dopo il 1860 la storia di Cefalù non fu diversa da quella del resto dell’Italia.

La Cattedrale

Costruita per volontà di Ruggero II, è una splendida sintesi di diverse culture: quella islamica, presente soprattutto nella pittura del soffitto, quella bizantina e quella normanna. Superba e imponente, la Cattedrale si erge contro il cielo, con le due torri che sfiorano le nuvole seguendo il gioco di luci ed ombre che si alternano nel corso della giornata.

Appartengono alle modifiche apportate con il restauro iniziato nel 1240 l’abbassamento del soffitto ligneo e la parziale rotazione del transetto.

Il sagrato, antico cimitero pubblico, fu realizzato con la terra santa trasportata da Gerusalemme.

All’interno si può ammirare il bellissimo mosaico bizantino che raffigura Cristo Pantocratore, che, secondo il rito greco, impartisce la benedizione con le tre dita della mano destra.

Altri mosaici adornano sfavillanti le pareti della volta e del presbiterio, mentre fa loro contrasto il pavimento in pietra grigia.

Nell’abside vi è una grande croce lagrima bifronte, dipinta nel XV secolo da Guglielmo da Pesaro.

 Nella navata centrale risaltano gli stucchi in stile barocco di Scipione Rivolsi, le pitture di Ignazio Bongiovanni e una Madonna col Bambino, attribuita ad Antonello Gagini.

Le due navate laterali presentano pregevoli sepolcri di nobili ed ecclesiastici: uno di essi, in stile paleocristiano, custodisce le spoglie della sorella di Federico D’Aragona, morta a Cefalù nel 1359.

Splendida la Cappella del Sacramento situata lungo il lato sinistro del transetto, interamente decorata in argento come il grandioso altare sul quale hanno lasciato la loro impronta alcuni argentieri palermitani.

Sulla parete di fronte alla cappella risaltano il monumento del vescovo Giovanni Sergio e un affresco della Vergine.

Tutte le splendide opere che impreziosiscono la cattedrale sonno avvolte da una magica atmosfera, creata dalla luce che filtra dalle 32 vetrate realizzate dall’artista palermitano Michele Canzonieri.

   

 

 Sk

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