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Grotta Mangiapane: il presepe vivente

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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia e testi - G. Bellantoni consulenza testi

 

Scurati, Custonaci, TP: grotta Mangiapane.  A un chilometro da Custonaci si trova Scurati, un borgo molto originale. A poca distanza da esso, su una parete rocciosa a strapiombo, a sud del monte Cofano, si apre una serie di grotte di varie dimensioni. Davanti all’ingresso della grotta più ampia, alta circa 84 m. e larga 15, detta grotta “Mangiapane”, si trova un gruppo di casette con il tetto in tegole e composte da una o due camere. Questo piccolo antico villaggio di pastori, oggi è l'ambiente ideale al quale è stato destinato: la rappresentazione di un presepe vivente.

 

Custonaci è situato a circa 22 km a nord di Trapani ed a sud-est di Capo San Vito, tra i monti Bufara e Cofano. E’ un importante centro di estrazione e lavorazione di marmi pregiati di varie qualità tra i quali i più famosi sono: il botticino, il perlato, l'avorio venato, il libeccio.

Il territorio di Custonaci, infatti, è ricco di cave per l’estrazione del marmo e per questa sua peculiarità tutto il comprensorio è stato denominato la "riviera dei marmi".

Data la natura rocciosa del suo territorio che lo rende ricco di grotte, anfratti e ripari, il territorio su cui sorge il moderno paese venne abitato fin dalla preistoria. Ciò è documentato dalle molte testimonianze ritrovate dagli archeologi sul posto.

A un chilometro da Custonaci si trova Scurati un borgo molto originale. A poca distanza da esso, su una parete rocciosa a strapiombo, a sud del monte Cofano, si aprono una serie di grotte di varie dimensioni.

Davanti all’ingresso della grotta più ampia, alta circa 84 m. e larga 15, detta grotta “Mangiapane”, si trovano un gruppo di casette con il tetto in tegole e composte da una o due camere al massimo.

Da lontano la sagoma della grotta Mangiapane assomiglia molto a quella che si trova nel parco archeologico di Neapolis di Siracusa ben più nota col nome di “Orecchio di Dionisio”.

Stando agli studiosi, che hanno effettuato all’interno di essa ricerche di tipo storico-archeologico, questa grotta è stata abitata fin dai tempi del Paleolitico Superiore.

Al riparo nella grotta, addossate alle pareti, si trovano due file di piccole casine in muratura, costruite in periodi diversi.

Le due file di casette sono separate tra di loro da una viuzza in basolato di pietra che porta fino in fondo alla grotta.

Mangiapane è il nome dell’ultima famiglia che ha abitato questa grotta. Un anziano del luogo mi spiega che questa famiglia venne ad abitare qui nei primi anni del 1800.

Con il passare del tempo la famiglia aumentava e le costruzioni all’interno della grotta non bastarono più, furono quindi costretti a costruire nuove casette nello spiazzo antistante l’entrata della grotta e cosi nel tempo si formò un piccolo villaggio.

Oggi il territorio che comprende la grotta è inserito nella riserva naturale.

Il vecchietto mi spiega che “una volta” durante la notte di Natale si svolgeva una processione che partiva dalla chiesa madre di Custonaci e giungeva sino a questa grotta in fondo alla quale, in precedenza, era stato allestito un presepe tradizionale.

Questa tradizione “ad un certo punto” fu sospesa dagli organi religiosi del luogo.

Finché nel 1983 tutti gli abitanti del paesino si mobilitarono al fine di rappresentare un presepe vivente all’interno della grotta.

Il successo fu così grande che la stessa rappresentazione, sempre più ricca di particolari, venne ripetuta anche gli anni successivi attirando sul luogo numerosi visitatori, la stampa e le televisioni.

Nel 1987 al fine di ben coordinare e gestire il progetto, nasce l'Associazione Culturale Presepe Vivente.

Pertanto durante il mese di  dicembre di ogni anno, il minuscolo villaggio della grotta di Scurati torna a rivivere per un breve periodo, con la perfetta  ricostruzione di un borgo siciliano di  circa 150 anni fa.

Sono 350 gli abitanti del luogo che danno vita ad altrettanti personaggi inseriti nelle scene che rappresentano i mestieri, gli usi e i costumi del tempo che fu e che oggi sono del tutto dimenticati.

Si ammira così il bottaio, lo scalpellino, la tessitrice e il vasaio, il calzolaio, il fornaio dediti al loro lavoro, il vignaiolo che pigia l’uva, la preparazione dei formaggi locali, della pasta,  etc.

E’ da tenere presente che ogni personaggio rappresenta sé stesso, cioè  rappresenta in chiave antica il mestiere che svolge oggi.

Alla fine del percorso, in fondo alla grotta, si trova la natività così dove essa era situata fin dai tempi della processione.

 

Bibliografia

Alberto Cavallari, Nel cuore della Sicilia offesa, Firenze, 1962

Fabrizio Fonte (a cura di), Custonaci dalla borgata alla città, Comune di Custonaci, 2005

 

 

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