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Cerchiara di Calabria: escursione agosto 2003

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a cura di:  Nino Calarco: webmaster, testi, fotografia

 

Cerchiara di Calabria - la Grotta delle ninfe lusiadi: Una particolare cura di bellezza le sibarite la facevano alla " .. grotta delle Ninfe LusiadiIl bagno nell'acqua solfurea termale a circa 30° C. e i suoi fanghi neri e morbidi spalmati sul corpo avevano un grande effetto liberatore di ogni traccia di ruvidezza o di malattia della pelle ....". Per questo sorprendente effetto credevano che l'antro fosse abitato dalle Ninfe chiamate lusiadi, perché liberatrici di ogni problema di salute.

 

BREVE PRESENTAZIONE DELLA GROTTA DELLE NINFE LUSIADI 

 

Il monte Sellaro fa parte del gruppo montuoso del Pollino e nella parte più a sud-occidentale si protende sulla piana di Sibari. 

Una montagna rivestita in gran parte di vegetazione a macchia mediterranea e di speroni rocciosi.

La parte sud-occidentale è molto caratteristica, brulla, rugosa ed a strapiombo. Una sagoma biancastra, quasi riflettente sotto i raggi del sole e luminosa ".. sotto quelli della luna come un faro per i naviganti .." di una volta.

Ricchissima di grotte: nei suoi antri, a cominciare dal periodo iconoclastico in poi, ha accolto numerosi anacoreti e monaci bizantini, tanto da essere denominata il monte Athos calabrese. 

Oggi le grotte conservano ancora il nome bizantino dette “Armoi” e italianizzate in “Armi”, come il santuario della madonna delle armi.

Proprio ai piedi del suo costone divisorio, nel territorio del comune di Cerchiara a 22 km da Sibari ed a circa 200 m. dalla strada nazionale, il monte ha conservato in tutta la sua naturalezza una grotta, dove in essa, continuamente, fa sgorgare una sorgente di acqua termale sacra alle Ninfe Lusiadi.

L'antro si apre con un'alta ed ampia fessura, a semiluna formatasi sin dalle sue remote origini. Le sue pareti sono costituite da due rocce, una concava e l'altra sporgente,  che al vertice si uniscono per sorregersi a vicenda, lasciando solamente il vuoto di uno squarcio dove si insinua la luce del sole e delle stelle.

L'acqua gorgoglia da tempo immemore dalle fessure della sua base rocciosa e scorre fuori, sempre verde e odorante di zolfo, depositando lungo il percorso un molle fango nero costituito dai detriti minerali.

All'uscita rompe il suo silenzio stagnante di caverna e, con l'aumentare della sua velocità, acquista forza. Poi facendosi spazio tra massi e cunicoli sotterranei si immette nel suo alveo di ruscelletto .. maleodorante e scende verso il mare.

L'espressione maggiore della favolosa ricchezza dei Sibariti era rappresentata dalla bellezza lussuosa delle sue donne, che per la confezione dei loro chitone, l'abito di moda femminile, si prenotavano con largo anticipo presso quei sarti personali dì gran fama artistica.

Per la particolare cura di bellezza della pelle le sibarite (VII-V sec. a.C.) si recavano alla "Grotta delle Ninfe Lusiadi"

Il bagno nell'acqua solfurea termale a una temperatura di circa 30° C. e i ".. suoi fanghi neri e morbidi spalmati sul corpo avevano un grande effetto liberatore di ogni traccia di ruvidezza o di malattia della pelle". 

Per questo miracoloso e medicamentoso effetto credevano che l'antro fosse abitato dalle Ninfe chiamate Lusiadi, perché liberatrici di qualsiasi problema di salute.

La fama di questa grotta si perde nella notte dei tempi, nella mitologia greca e nelle leggende.

La notorietà del posto non era sfuggita neanche al viaggiatore inglese Henry Swinburne, nel 1777.  

Oggi attorno alla grotta è stato costruita una struttura con piscine e docce che rende più facile usufruire dei benefici delle acque, pur senza intaccare la bellezza naturale del luogo. 

 

 

SK

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