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Cerchiara di Calabria  - Escursione agosto 2003

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 Nino Calarco, webmaster, ideaz., prog., fotografia

 

Il santuario S. Maria delle armi si trova accanto alla cima del monte Sellaro, a quota 1050 m. slm, nel comune di Cerchiara (prov. di Cosenza). E' stato costruito nel XV secolo sullo stesso sito di un ascetario basiliano del IX sec. che alcuni monaci basiliani, avevano dedicato alla madonna "della grotta" (in greco "tòn Armòn", divenuta poi "delle armi"). Successivamente, nel 1540, è stato ampliato con nuovi edifici le cui opere murarie  sono state incastonate tra le rocce del monte Sellaro,  divenendo così  il grande ascetario "tòn Armòn" che arrivò a comprendere 40 monasteri.

 

BREVE PRESENTAZIONE

Nel 722, in seguito alla rottura tra Papato ed Impero bizantino a causa della lotta all’iconoclastia, voluta dall'imperatore Leone III l'Isaurico (717-741), secondo la quale tutte le immagini sacre presenti nell'Impero dovevano essere distrutte, molti monaci mediorientali preferirono fuggire per non arrendersi alla persecuzione dell'Imperatore e cominciarono ad occupare le numerose grotte del Sellaro.

Le immagini per i monaci avevano un valore simbolico e una funzione di propaganda religiosa. Inoltre, in quel tempo di generale analfabetismo, le immagini erano per i monaci una condizione indispensabile per la comunicazione di massa nel fornire un messaggio più idoneo. 

Esse venivano chiamate “icone”.

Madonna col bambino: affresco

L’evento storico iconoclastico riempì tutto il Meridione di monaci orientali che, successivamente nel sec. X per la pressione araba in Sicilia, si concentrarono, perlopiù, tutti in Calabria.

Particolarmente, fu affollata la montagna del Sellaro  per la sua caratteristica recettiva delle grotte che, in greco, erano, dette "tòn armòn" e poi, per assonanza, furono tradotte nell'attuale termine "Delle Armi".

Così nacque, sul Sellaro, il grande ascetario "tòn armòn" di Sant’Andrea.

Questo ascetario delle Armi comprendeva circa 40 monasteri. La sua competenza si estendeva su un vasto territorio situato nella parte orientale del Pollino che andava dal Sellaro fino a Petra Roseti.

Si hanno notizie certe che S. Pacomio da Cerchiara fu l'egùmeno del monastero di S. Andrea alle pendici del Sellaro fino al 960.   

San Pacomio cambiò l'eremo in cenobio e diede agli eremiti la possibilità di fare vita comune. Per poterlo costruire chiese la partecipazione attiva della intera comunità dei monaci e degli eremiti, poiché tutti erano dediti alla preghiera e al lavoro, secondo la regola di S. Basilio, S. Benedetto e di Cassiodoro, che erano vissuti quattro secoli prima.

La fama ascetica del monastero di "tòn armòn" del Sellaro e la santità del suo egùmeno, San Pacomio, attirò tra le sue mura molti altri grandi asceti.

Quivi, a quota m. 1050 slm., sulla scia  storica di questo mistico passato, nel 1440, è sorto il Santuario Santa Maria delle Armi.

Nel santuario, tuttora, sono esposte alla pubblica venerazione, due icone di stile bizantino, che sono state rinvenute, nel 1440, in una di quelle grotte dove, già dal sec. X, i monaci avevano impiantato il culto di S. Maria "tòn armòn", come venivano allora chiamate le grotte del Sellaro.

Il complesso degli edifici del santuario venne fatto costruire dal principe Pietro Sanseverino, nel 1530, nella stessa posizione dell’ascetario, incastonando gli edifici tra le rocce, gli anfratti e inglobando le grotte rocciose all’interno delle costruzioni. 

Nel XVIII è stato abbondantemente rimaneggiato. 

Negli anni settanta del secolo scorso è stato ristrutturato con i fondi della Casmez.  

Il santuario per la sua posizione è un balcone panoramico sulla sottostante storica piana di Sibari.

Quando l’aria calda della Piana e del mar Ionio salendo incontra quella frizzantina delle alture del Sellaro si condensa formando … una strana nebbia che avvolge il santuario e si mescola con la soffusa musica gregoriana creando un’atmosfera di forte misticismo. 

Dagli squarci che si aprono attraverso la nebbia s’intravede, giù in basso, la piana di Sibari, tratti di mare e di costa e in lontananza il profilo delle cime dei monti silani.

 

SK

 

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