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Escursione 20 febbraio 2005

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Altipiano della Limina, Santuario di San Nicodemo. Il Santuario è stato fondato dall'abate Basiliano San Nicodemo. Il luogo, molto suggestivo e ricco di storia, si trova sull’altopiano della Limina ricadente nel territorio del comune di Mammola, in provincia di Reggio Calabria. L'intera zona, oggi,  fa parte del  Parco Nazionale dell’Aspromonte

 

Breve presentazione

Il santuario di San Nicodemo si trova nell’altipiano della Limina sul monte Kellerana (oggi San Nicodemo), nel Comune di Mammola, all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Secondo qualche studioso, San Nicodemo nacque a Sicrò nel crotonese, per altri a Sicari nella Piana di Gioia Tauro, attorno all’anno 900 o 920, precisamente il 12 maggio, da genitori religiosi che infusero al figlio profondi sentimenti cristiani.

Mi scrive il prof. melicucchese ma romano di adozione Giuseppe Antonio Martino precisando che: "Per molto tempo è stato sostenuto che San Nicodemo fosse nato a Cirò (Agresta, Martire), ma tale affermazione non è sostenibile. 

Si legge infatti nel bios (cod. Mess. 30, ff. 245va-250va) che egli è nato nella regione delle Saline, “in un villaggio chiamato Sikros” ... Se dunque san Nicodemo nacque nella regione delle Saline, come afferma il biografo, egli nacque nella piana di Gioia Tauro ... Sicrò era nella pianura di Gioia Tauro (Regione delle Saline … (il) Can. G. Minasi in "Lo Speleota ovvero S. Elia di Reggio di Calabria ...", … sostiene: “Sicri, oggi detto Sicari, è una contrada messa a ulivi a mezzogiorno di Sinopoli”. In realtà Sicari è tra i comuni di Melicuccà e San Procopio, posta su un pianoro sulla riva destra del torrente Torbido ... Di Sicari si è persa ogni memoria storica .."

Al riguardo, il prof. Martino, cita numerose fonti. Il testo completo della sua mail  si trova nella didascalia della seconda foto avanti.

Giovanissimo fu attratto da quel fermento religioso suscitato dai frati basiliani provenienti  dall’Asia Minore,  in seguito alla  persecuzione iconoclasta: i monaci di quest’ordine vivevano da eremiti o in piccole Comunità detti Cenobi e conducevano una vita di preghiera, penitenza e lavoro.

In quel periodo le scorrerie dei pirati Saraceni sulle coste calabresi avvenivano con maggiore frequenza. In seguito ad una di queste incursioni, avvenuta proprio in quel territorio, i monaci della comunità furono costretti a scappare insieme alla popolazione e si rifugiarono all'interno, sulle zone montuose.

Così anche San Nicodemo, il quale si stabilì sul monte Kellerana o Cellerana, in una località isolata e selvaggia posta sul rilievo più alto tra le due coste della Calabria, in una piccola grotta vivendo da asceta e in estrema povertà.

In questo periodo di lui si narrano molti miracoli.

Pian piano la sua fama cominciò a diffondersi e altri monaci lo seguirono; si rese quindi necessaria la costruzione di un oratorio che il santo dedicò a San Michele.

Col tempo il piccolo oratorio divenne un grande Monastero, punto di riferimento religioso e spirituale di altri piccoli monasteri della locride, dovuto all’eminenza del sito montagnoso, alla fama del suo fondatore e ai tanti santi confratelli che qui hanno soggiornato: Santa Maria di Buceti, San Biagio, San Nicola de Falla, Santa Maria de Demetrio.

I monaci, oltre alla preghiera e al lavoro, si occupavano della trascrizione di codici, opere  religiose e classiche, contrastando la dispersione della cultura antica.

Proprio nel Monastero del Kellerana fu trascritto il noto “Codex euripidis multa” che porta il nome del Santo.

Sulla data della sua morte ci sono delle discordanze: alcuni la fanno risalire al marzo del 990, altri al 1010; sull’età si concorda che avesse 90 anni. 

Dopo la sua morte, il Cenobio sul Kellerano divenne meta di pellegrinaggio di fedeli richiamati dai miracoli che il Santo aveva operato.

Secondo alcuni studiosi è stato attorno alla vita del monastero che sorse il primo villaggio di Mammola.

Dopo qualche secolo, cambiato il clima religioso con la soppressione del rito greco, l’ordine  dei  basiliani  cominciò a  decadere  e  così i monaci dell’Abbazia sul Kellerana abbandonarono il Monastero portandosi dietro le reliquie di San Nicodemo e sistemandole nella Grancia di San Biagio a Mammola.

Nel XVI secolo sui ruderi dell’antico tempio fu costruita  una nuova chiesa.

Nel 1638, gli abitanti di Mammola proclamarono San Nicodemo patrono del paese.

In seguito al terremoto del 1873 che distrusse gran parte delle strutture della Grancia, le reliquie furono trasferite alla Chiesa Matrice dove si trovano tutt’ora conservate nella Cappella sulla navata sinistra a lui dedicata.

 

Nel 1960 la chiesa, costruita dove sorgeva il monastero, è stata  ristrutturata, ingrandita e abbellita dal pittore Nick Spatari con affreschi  che rappresentano i miracoli del Santo.

Il Santuario per la sua importanza storico-religiosa è stato incluso negli itinerari della Calabria del “Giubileo 2000”.

Oggi il tempio è il punto di riferimento e di incontro religioso e spirituale per moltissimi fedeli.

La struttura non è sufficiente a contenere le numerose persone che qui affluiscono numerosi soprattutto in occasione della festa in onore del Santo che si svolge la domenica successiva al 12 maggio.

Di recente un moderno Monaco anacoreta ha deciso di ritirarsi in questo luogo per iniziare a vivere una vita da asceta.

 

 Sk

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