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Escursione settembre 2002 |
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a cura di: Nino Calarco webmaster, ideaz., progettazione, fotografia, testi - Www |
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Bombile: il Santuario della Madonna della grotta: accanto altre grotte tutte scavate nel tufo. Il terrazzo naturale davanti al santuario si trova a metà valle con sopra e sotto due ripidi burroni. |
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BREVE PRESENTAZIONE DEL SANTUARIO DELLA GROTTA DI BOMBILE Sulla costa ionica a pochi chilometri verso l'interno
da Ardore Marina si trova questo piccolo paesello, con poco più di 100
abitanti. Sembra che Bombile abbia origine remota e che il paese discenda dalla città che i Greci chiamarono Orra Locron, ed i Romani Uria, fondata da Idomeneo re di Creta. Il paesino si sviluppa sulla cresta di una collina a
picco sulla fiumara di Condojanni da un lato e dal vallone della grotta
dall'altra. Le case sono costruzioni basse e a due piani, sulle cui
tegole di copertura sono appoggiate dei massi affinché non vengano
portate via dal vento che su quest'altura soffia forte. Le stradine non
sono più larghe di due metri. Il suo nome deriva dal greco e significa "ape ronzante" per la presenza di molti alveari nelle campagne circostanti. Secondo altri studiosi invece il nome si riferisce a Cumbile che dovrebbe significare zona di Catacombe. |
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Oltrepassando il paesello nella sua via principale si
presenta davanti un profondo vallone con uno strapiombo. A mezza valle
si trova il Santuario della Grotta incassato
con le sue strutture nella fiancata della
rupestre roccia di arenaria erosa qua e là dal vento e
dall'acqua. Per giungere fino al santuario occorre scendere
attraverso una scalinata di ben 142 alzate tagliate
nella molassa che permettono di superare un dislivello di circa 28
metri. Infine si giunge sul terrazzo della struttura monastica Il silenzio e la solitudine del luogo vengono interrotti dal sibilare del vento grecanico, che soffia forte contro le nude pareti di arenaria creando un'atmosfera surreale di misticismo eremitico. |
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LA STORIA Le
notizie sull'origine del Santuario sono scarse. Pare sia stato fondato
come cella eremitica basiliana; successivamente, nel 1507 o per altri
autori nel 1502, Frate Lacobo da Tropea, compagno del Beato
Francesco da Zumpano (il frate che portò gli Agostiniani della
Riforma), ricavò nella parete una grotta dentro la quale collocò
la statua della Madonna. In
seguito il monastero venne soppresso da Papa Innocenzo X nel
1625, per altri nel 1653, e dell'edificio originale ai nostri giorni
rimane ben poco. La grotta nel 1891 assunse la caratteristica forma
interna a croce greca, con due cappelle ai lati, una del Crocefisso e
una della Madonna Addolorata. Il portale d'ingresso della chiesa è costituito da due colonne corinzie, con capitello d'acanto scolpito in pietra di tufo. Vi si venera una Madonna con bambino il quale tiene in mano una colomba, simbolo della pace. |
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Accanto al tempio vi è un antico convento costituito da piccole celle scavate nel tufo, antiche dimore dei frati. In
un primo tempo, tuttavia, essi vivevano nelle umide grotte poste accanto
al santuario,
solo successivamente
si spostarono più in alto dove furono scavate altre quattro celle ben
aerate e più salubri. Queste, opportunamente lavorate all'interno, erano autosufficienti per un piccolo numero di religiosi. La presenza degli ultimi frati si fa risalire al 1930 circa: sembra che l'ultimo sia stato Fra Giuseppe da Cittanova. |
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LA LEGGENDA Narra di un ricco mercante, il quale, trovatosi in gravi difficoltà con la sua nave in alto mare, fece voto alla Vergine di dedicarLe una statua in caso di salvataggio; tornato a casa ordinò il lavoro ad un valente artista, ma questi venne colpito da una malattia e non poté eseguire il lavoro. Allo scadere del tempo prefissato il mercante tornò a ritirare il lavoro ma l'artista lamentò i suoi guai e quindi di non aver potuto eseguire il lavoro. Il mercante chiese, allora, di poter vedere l' abbozzo del marmo, e tra lo sbigottimento di entrambi apparve ai loro occhi una bellissima statua, d'uno splendore veramente divino. Caricata la statua
sulla nave e giunto nei pressi di Ardore la nave si fermò e non si
riuscì più a farla continuare. Allora il mercante fece sbarcare la
statua e la caricò su un carro tirato da due giovenchi selvatici, i
quali la portarono fino al luogo dove oggi sorge il Santuario. |
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Ogni anno, il 24 aprile, si svolgono nel Santuario manifestazioni religiose che si concludono con un pellegrinaggio nei primi tre giorni di Maggio. In questi giorni giungono molti devoti da tutti i paesi vicini a venerare la Madonna della Grotta. Lo spiazzo antistante si anima di bancarelle ricche di tipici prodotti calabresi: la calia (ceci abbrustoliti nella sabbia rovente), i 'nzùddhi e i mustaccioli (biscotti di miele e farina). La campana si trova issata sulla roccia accanto alle
celle alte ed è priva di battacchio, infatti, viene fatta suonare col
lancio di sassolini o pezzetti di ferro o con monete lanciate dai
numerosi devoti giunti per la prima volta che si accalcano sotto ad
essa, ligi alla credenza secondo cui chi suona la campana, avrà la
ventura di tornare al santuario, negli anni successivi. Durante i giorni di pellegrinaggio, mistico e profano
si fondono: i pellegrini bivaccando all'aperto intrecciano danze e suoni
paesani, ma soprattutto fanno mostra della classica e pittoresca
tarantella calabrese. |
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SK |
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