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La pece brettia |
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Nino Calarco: webmaster, ideaz., prog., testi, fotografia |
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San Roberto RC: Incisioni su tronchi di pino dell'Aspromonte, versante San Roberto, per la raccolta della pece, sostanza di aspetto vetroso. I bruzi o brettii, il popolo dei boschi, commercializzarono la pece estraendola dalle montagne della sila (nome che i greci hanno dato all'Aspromonte). La pece calabrese era molto apprezzata presso gli antichi per l'ottima qualità, viene, infatti, esaltata da Strabone, Dionigi e dai romani. Nel V sec. a.C il manto boscoso dell'Aspromonte subì la prima vera spoliazione, dovuta alle lunghe guerre combattute sul mare tra le città calcidiche d'occidente, Siracusa e Locri, che si approvvigionarono di legname di ottima qualità e della eccellente pece per la costruzione delle loro flotte navali. Il sboscamento, intorno al mille, ebbe fasi particolarmente rovinose durante le lunghe guerre tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del potere, infatti, a causa delle frequenti lotte, quasi esclusivamente a carattere navale, la regione aspromontana subì un disboscamento a tappeto, per il rifornimento di legname utilizzato per la costruzione di navi da guerra. La pece veniva usata per impermeabilizzate le navi ma anche per vasi, botti, e in medicina. Oggi viene utilizzata, come componente, nella fabbricazione di vernici e in farmacia, come componente di empiastri. |
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