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Le frazioni: San Giorgio

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 La frazione di San Giorgio si trova a breve distanza dall'attuale capoluogo pertanto si colloca come per il capoluogo su affioramenti di rocce gneissiche primitive arenizzate in superficie, adattandosi alle condizioni imposte dalle propaggini di un monte a struttura di base granitica.

Il paesello si localizza sul lato destro della fiumara, a circa 410 m. s.l.m., ai margini tra la zona acclive e gli spianamenti di fondovalle.

La frazione di san Giorgio  prese il nome dal santo patrono del comune di San Roberto.

trovandosi la frazione di San Giorgio a breve distanza dal villaggio di san Roberto segue la sua stessa storia. Poca documentazione attesta la presenza di questa frazione. Tutto lascia immaginare che fino al 1500 sia stato un territorio selvaggio in quanto il suo territorio del fondovalle non essendo pianeggiante non era idoneo ad alcuna coltivazione.

Nella vallata l'unico centro abitato di importanza e che possedeva anche un castello era "Motta Fiumara". Catona, Salice, Rosalì erano completamente disabitate.

Nel 1543 il pirata turchesco Khayr el-Din detto il Barbarossa nel 1532, attaccò Fiumara e nell'assalto uccise molte persone e molte ne fece schiavi. Prima di abbandonare il paese bruciò le case. Infatti tutt'oggi il posto è chiamato "Casarse" cioè "case arse".

Ancora, il 22 agosto 1552, dopo le incursioni piratesche avvenute nel mese precedente a Reggio, vi furono nuove stragi e incendi a Catona e a Fiumara.

La paura di nuove incursioni era alta e anche l'evidenza che Fiumara non era più considerato un luogo sicuro, spinse molti fiumaresi a cercare nuovi luoghi "dove nascondersi", là dove nessuna ciurma della pirateria turchesca, sarebbe stata in grado di scovarli.

Quindi dal 1543 (incursione del Barbarossa a Fiumara) al 1598 (data certa dell'esistenza della comuneria di San Roberto) molti abitanti di Fiumara in fuga andarono a formare il primo vero villaggio di San Roberto.

Dopo l'ultima incursione piratesca dell'8 giugno 1594, quando cinque navi turche si diressero alla volta della rada di Catona e una volta sbarcati si diressero prima verso Salice poi raggiunsero Fiumara, dove provocarono degli incendi sul territorio, molti altri abitanti di Fiumara, senza  più indugio, si riversarono nella comuneria di San Roberto dove "si verificò  un forte aumento demografico" che nel 1605 indusse gli abitanti del casale di San Roberto chiedere all'arcivescovo di Reggio Calabria l'istituzione di una parrocchia autonoma.

Questi profughi costruirono il primo vero villaggio di San roberto in quel ristretto vallone tra alte colline, orientato a spina di pesce rispetto alla fiumara, tra Lipiani e l'attuale capoluogo. Talmente nascosto che passando lungo la fiumara non poteva essere notato da alcuno.

Nello stesso periodo, molti fiumaroti andarono a popolare anche quel piccolo altipiano, ben nascosto, sulla cima della collina a est dell'allora villaggio di San Roberto, sempre sul lato destro della fiumara, che ben si prestava ai loro scopi.

In questa frazione non è stata mai costruita una chiesa in quanto quella del villaggio di san Roberto era vicinissima.

I due terremoti del 1783 e del 1894 non risulta abbiano causato danni sensibili al villaggio. Come anche per i sarubertari, una volta sminuito il pericolo della pirateria turchesca, e con esso anche la paura, si esce "allo scoperto" e pian piano i sangiorgesi si trasferiscono assieme ai sarubertari la dove oggi si trova il capoluogo.

 

 

 

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