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Le frazioni: Sant'Angelo

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La frazione abitata di S. Angelo è collocata a circa 778 metri di altitudine s.l.m., adattandosi ai pendii montani estesamente ricoperti di vegetazione, dalle cui alture si domina suggestivamente l'intero spianamento degradante che forma il Piano della Melìa, delimitato sul fondo dall'orizzonte marino. Il paesino è attraversato dalla strada provinciale Villa San Giovanni - Gambarie, tra Melia e l'altipiano dell' Aspromonte. posta al margine tra la collina e la montagna.

E' posta su rocce antiche che si presentano all'esterno molto alterate ed arenizzate,

tuttavia in queste formazioni, dopo un difficile lavoro d'individuazione a causa del potente manto boscoso che ricopre questi terreni, sono stati trovati bellissimi campioni di una varietà speciale di gneiss, aventi i cristalli di feldspato arrotondati a mandorla, denominata dagli studiosi gneiss-mandorlato. 

In questi terreni, che ospitano la maggior parte delle testate dei corsi tortuosi ed incassati dei torrenti, non si riscontrano dissesti nella superficie montuosa, nonostante la bassa permeabilità e la pendenza del suolo, proprio grazie alla massiccia presenza della vegetazione che a tutt'oggi, nonostante i notevoli ed avventati disboscamenti, si mantiene (grazie ai costanti interventi forestali dell'A.S.F.D.) a livelli prevalentemente rigogliosi.

Pur se esiste poca documentazione su questo piccoIo nucleo abitato di S. Angelo esso ha un'antichissima origine, forse da S. Angelo, antico monastero femminile, dipendente poi da Mesa, individuabile nel "De Agello de mensa" che compare negli atti della Chiesa di Mesa nel 1310, 1324 E 1325 "Anno 1310 (In Mensa ...): Abbatissa monasterii s. Angeli de Messa  pro duabus decimis...".

Di detta fondazione religiosa femminile le notizie che "conosciamo sono poche .. probabilmente (perchè)  si è circondata di un umile silenzio assai eloquente per i devoti ..."

Così tutta questa sezione a nord-ovest del nostro comprensorio in epoca bizantina era già abitata, con stretti legami con i centri costieri tirrenici.

Il territorio montano comportava un'economia basata sullo sfruttamento intensivo delle risorse forestali nelle alture e la fuga delle popolazioni rivierasche, intorno all’anno mille, dovette comportare un contemporaneo incremento dei fondi adibiti al pascolo sulle pendici montane.

Attraverso un tale processo, come andremo successivamente a verificare, si andò progressivamente consolidando in tale area una signoria fondiaria.

Il fitto manto boscoso naturale, intensamente e irrazionalmente utilizzato dai proprietari d'armento, andava così progressivamente riducendosi sulle pendici montane a causa del taglio a cui faceva seguito il pascolo indiscriminato di bovini e caprini.

Tuttavia lo sboscamento, come abbiamo visto già in atto intorno al mille, doveva avere fasi particolarmente acute e rovinose soltanto più tardi, durante le lunghe guerre tra Angioini ed Aragonesi per la conquista del potere.

Per la necessità di guerre quasi esclusivamente navali, tutta la regione aspromontana subì disboscamenti a tappeto, effettuati per la costruzione di navi.

Tali disboscamenti comportarono come conseguenza frane e smottamenti nel fondovalle mentre lungo i pianalti presumibilmente le antiche colture tradizionali bruzie rimasero sostanzialmente immutate fino al XIX secolo, cristallizzate entro un'immobile struttura fondiaria.

Con l'espansione demografica sul comprensorio del XVI secolo a cui presumibilmente si deve riferire l'insediamento civile del villaggio di S. Angelo, dovette comportare inizialmente la messa a coltura di nuovi terreni lungo i pianalti, andando ad incrementare le colture già presenti nei pressi di Melia, come residuo dell'antica agricoltura bruzia, e successivamente la formazione di colture abusive in terreni sottratti al manto boscoso, mentre contemporaneamente lo sfruttamento delle risorse boschive superstiti dovette comportare l'espansione del castagneto, a spese del querceto originario.

In questo villaggio, vi era una Chiesetta intitolata all'Angelo Custode di Juspatronato del Marchesino Ramirez, oggi completamente ristrutturata.

Nel corso del XIX e nei primi decenni del XX secolo in questa Chiesetta, che distava dalla Chiesa Parrocchiale circa due ore di faticoso cammino, veniva celebrata una sola messa nei giorni festivi e la domenica.

Oggi nella frazione  di Sant'Angelo risiedono stabilmente 13 abitanti. Altri, pur non abitando stabilmente, hanno casa che raggiungono durante il giorno. Infatti per la sua posizione posta tra la collina e la montagna sui terreni della frazione è presente una grande varietà di piante da fondovalle, da collina e da montagna. Il paesello si presenta molto vivace, l'unica in tutto il comune con una buona vocazione produttiva e commerciale. Pertanto la sua economia appare autosufficiente, inoltre l'aria salubre e frizzantina della mezza montagna favorisce il turismo domenicale e festivo.

 

 

 

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