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Letture: Il focatico

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  Gli Aragonesi inasprirono sempre più i pesi fiscali a causa della politica della Corte che in Italia amava rivestire la sua funzione con un apparato di sfarzo, secondo il gusto spagnolesco dell'epoca.

Questa situazione richiedeva sempre più maggiori entrate tributarie e rappresentava un grosso problema per i funzionari di Corte.

La riforma del 1443 prevedeva l'introduzione di una imposta sulla famiglia (il focatico): il nuovo contribuente diventava l'unità familiare.

Il tutto era congegnato in modo che sembrasse, non un tributo da parte della popolazione, ma un nuovo rapporto con prestazioni corrispettive, infatti la tassa in ragione di dieci carlini per focolare, doveva essere versata in tre rate e il sovrano da parte sua avrebbe distribuito gratuitamente la fornitura del sale necessario all'alimentazione delle popolazione.

La parte più consistente di questa nuova Riforma si occupava della predisposizione di norme adatte a regolare le operazioni che avevano di mira l'enumerazione dei fuochi, prevista a scadenza triennale.

In questo spirito furono varate opportune garanzie in modo da evitare esattori forestieri, figure diventate, per la popolazione, talmente odiose, petulanti e fastidiose da rendere necessaria la regolamentazione della loro funzione.

Per il regolare funzionamento del nuovo sistema si pensò così agli stessi  feudatari, che gestivano i versamenti delle popolazioni delle rispettive terre.

Le finalità prospettate dalla riforma del focatico non furono però raggiunte a causa degli inconvenienti conseguenti alle frodi che venivano perpetrate al momento della numerazione dei focolari e della stima dei beni immobili e alle incertezze dei baroni nel momento della ripartizione dell'ammontare complessivo del focatico tra i vari comuni.

Il metodo fiscale divenne sempre più iniquo, rendendo necessaria una revisione.

Venne abolita la distribuzione gratuita del sale e sostituito il sistema del focatico con una tassa generale di 230.000 ducati per tutto l'intero Regno, da ripartire annualmente in ragione di un ducato a fuoco.

Così dal 1465 fino alla seconda metà del XVI sec., vennero eseguite molte numerazioni di fuochi: il "fuoco" equivaleva ad una famiglia di sei componenti ed ogni singola persona  veniva calcolata per 1/6 di fuoco, o famiglia.

 

 

 

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