www.maridelsud.com

La parrocchia: i sacramenti, le celebrazioni

Home|Index|Foto

  Nino Calarco, webmaster,  ideaz., prog., testi, fotografia - Veronica Aretini: testi

 

 Index

 Quadro ambientale

 Agli albori della civiltà

 Dal VIII a.C. al 1783

 Situazione di fine 700

 Dall'800 al 1830

 Dal 1831 al 1860

 Dal 1861 al 1940

 La II guerra mondiale

 Dal 1950 al 1984

 Regione Calabria

 Toponomastica

 Paesaggio agrario

 La parrocchia:

     - Notizie storiche

     - La chiesa

     - Funzioni Religiose

 Personaggi Illustri:

     - Marilena Licandro

     - Don Calarco

     - Gaetano Griso

 Le frazioni:

    - Introduzione

    - Il capoluogo

    - Acquacalda

    - Colelli

    - Favani

    - Melia

    - S.Angelo

    - Sanperi

     - S.Giorgio

    - Lipiani

 La cucina:

    - Cucina Antica
    - Cucina tradizionale

 Letture:

    - Introduzione

    - Il Focatico

    - Cenisia e Roboreto

    - Una madonna negli USA

 Foto/Immagini

 

 

 

 

 

 

Le celebrazioni festive

Vi erano due confessionali aperti con lamine di latta a piccoli forellini e graticola di legno.

Il sacramento della confessione si amministrava per opera del solo parroco, a causa della mancanza di confessori essendo confessore un solo sacerdote, Don Antonio De Salvo che tuttavia confessava pochissimo perché spesso ammalato, mentre l'Economo coadiutore, Don Giuseppe Furci confessava soltanto gli ammalati.

Il numero delle anime era di circa 1800 e non poteva essere ben servito in quanto il Parroco che aveva 62 anni non era aiutato da nessuno in alcun servizio e avrebbe avuto bisogno di un Economo confessore capace di coadiuvarlo nella cura.

I sacerdoti accedevano alla Chiesa sempre con abiti talari.

Il Parroco adempiva alla sua funzione dal 2 maggio del 1858 per collocazione del Beneficio ad opera di Monsignor Arcivescovo Ricciardi essendo stato Economo curato della Parrocchia fin dal 1834.

I diritti di stola bianca e nera non erano sempre esigibili: la stola bianca dava per ogni bambino defunto Grana 25 (1 Ducato di 100 Grana = £. 4,25) e per il battesimo Grana 10.

La stola nera dava Grana 25 e per la recita dell'ufficio religioso Grana 25 in comune e Grana 15 a testa, per l'accompagnamento, il tutto secondo antica usanza rimasta immutata.

Il Parroco riteneva di non mancare al suo dovere sia nell'istruzione del popolo che nell'amministrazione dei sacramenti.

I libri dei nati, dei morti e dei matrimoni dei predecessori presentavano molte lacune mentre i libri tenuti dall'attuale Parroco erano regolari e in ordine fino alla data corrente.

Il battesimo si amministrava in Chiesa e la levatrice era approvata conoscendo bene la formula del battesimo.

Vi erano molti da cresimare anche adulti forse nel numero di 300 per difetto di visita pastorale.

Non vi era costume di dispensare cartelle per il precetto pasquale ed il Parroco, che era nativo di S. Roberto e governava il popolo da 40 anni, conosceva le persone ad uno ad uno e sapeva chi si accostava al precetto pasquale.

Il viatico si accompagnava con due lumi quando si faceva da privato, con pompa quando si faceva con solennità. L'estrema unzione si accompagnava con un lume e la croce.

L'olio santo col crisma, si conservavano nel battistero che stava vicino alla porta della Chiesa, chiuso da tutte le parti e ben custodito.

Le esequie si facevano secondo il rito della Chiesa e i morti si seppellivano nella Chiesa Parrocchiale perché il camposanto era in costruzione.

Questo ultimo distava dalla Chiesa parrocchiale circa un quarto d'ora di cammino. Per la benedizione pasquale delle case non si esigeva alcun diritto, ma libere offerte.

Nell'anno 1873 erano state donate per l'occasione 22 uova di cui 10 ai sagrestani del Duomo di Reggio per i sacri olii, 6 al sacerdote che aveva fatto la benedizione ed il resto al sagrestano insieme a 5 soldi.

La popolazione era di circa 1800 anime ma il Parroco non aveva trovato il libro sullo stato delle anime.

I sacerdoti naturali erano 4 e non ve ne erano altri in tutto il Comune eccettuato nel villaggio di S.Peri, distante dalla Chiesa Parrocchiale circa un'ora di cammino.

 

Le celebrazioni festive

Nel Comune di San Roberto tradizionalmente si festeggiava la festa del Patrono San Giorgio, il 23 aprile di ogni anno, durante la quale lo Economo Curato, che prima del 1850 era di nomina ecclesiastica, raccoglieva elemosine destinate ai mendicanti del Comune.

Il titolo della Chiesa Parrocchiale era San Giorgio Martire e la festa si celebrava dal mese di giugno a luglio secondo le convenienze della popolazione la quale somministrava tutte le spese con la questua che faceva il Parroco, senza ingerenza di secolari.

Alla predetta festa precedeva la Novena.

Inoltre si solennizzava la festa del Santo Rosario e di San Giuseppe con tuttavia minori solennità e con le oblazioni dei fedeli facendo delle collette sotto la dipendenza e la direzione del Parroco.

Si solennizzava anche la festa del Corpus Domini e per tale festa il Comune versava circa £. 100.

La Chiesa d'inverno si apriva alle ore 7 antimeridiane mentre nell'estate alle ore 5.  

Durante le predette feste si recitava una orazione panegirica, mentre al Corpus Domini il Parroco recitava un sermone per l'occasione.

Nelle ore pomeridiane la Chiesa si apriva alle ore 22 nei giorni feriali mentre nei giorni festivi alle ore 20.

Non vi erano confraternite e si celebravano ogni giorno 3 messe, ma nei giorni festivi soltanto 2, in quanto mancava un sacerdote.

 

 

 

 Sk

Torna su         Home|Index|Foto

 

Tutti i diritti riservati - webmaster@maridelsud.com

 

   Sul web dal 1997

 by Spiderkapp