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San Roberto: Personaggi Illustri

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 Agli albòri della civiltà

Dal VIII a.C. al 1783

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 II guerra mondiale

 Dal 1950 al 1984

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 Toponomastica

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     - Notizie storiche

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    - Introduzione

    - Il focatico

    - Cenisia e Roboreto

    - Una madonna negli USA 

 Foto/Immagini

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia della famiglia

Molti documenti riportano la presenza del nome: Griso o de Griso o Grisoni o Grioni o Gransoni.

"Griso - famiglia chiamata anche Grisoni. Secondo una vecchia cronaca, presso il sottoscritto, si legge che - vene da Jesolo del 807 et sono huomini di grandissimo intelletto, ma molto superbi; mancò questa famiglia in ser Lunardo (o Francesco) et questo perché lui era andato molte volte al gran consiglio et sempre portava una ballotta d'oro con lui et con quella metteva man in capello, et in tal modo votava due volte. La versione è descritta altrove un pò diversamente. Il fatto è che per tale motivo fu carcerato, bandito e privato con tutta la sua discendenza della patrizia nobiltà. Si ritirò a Capodistria, dove aperse un negozio di speziale. I suoi discendenti ritornarono a Venezia e furono ascritti alla cittadinanza originaria"1.

"La nobilissima famiglia Grisone, che secondo ci attesta il Contarini, venne dalla Grigia (luogo appartenente alla Svizzera), a stabilirsi in Ravello. Si tiene per ermo che questa famiglia fosse sorta dallo stesso stipite ... (di) progenie de' Rufoli.

 A' tempi di Ruggieri conte di Sicilia essa numerava 30 cavalieri, molti conti e baroni; e sotto Carlo I undeci cavalieri e più conti, tra quali Leone Grisone, impiegato alle regie entrate della città di Siponto - Enrico chiaro e valoroso cavaliere, marciò in soccorso dello stesso re angioino e contro lo sventurato principe Corradino - Angelo fu famoso giureconsulto e luogotenente del grati Camerario sotto al re Ludovico a cui fu molto caro; e cooperossi di ridurre il ducato di Amalfi alla sua divozione in tempo che Ladislao suo emulo gli contrastava il regno : laonde in premio di sua lealtà verso del primo, ottenne nel 1384 la bagliva di Cosenza, e nel 1391 la feudalità di Marianello, Caleno ec. - Scrisse alcune glose su i capitoli del regno, e fu il primo a trasferire la sua famiglia da Ravello in Napoli, ove nella chiesa di s. Domenico Maggiore ebbe una cappella gentilizia detta di s. Niccolò di Bari.

Stazio Venosino (de situ urbirun) agguagliò questa famiglia ad una nave, scrivendo, En Rufula navis , en Enrici fama Ravelli"2.

 A Reggio Calabria le prime citazione l'abbiamo da Francesco Russo nella sua Storia dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria: parlando delle confraternità scrive “... nel 1766 … appartenevano le seguenti georon: Filocamo, Sisti ... Griso ...”.

Nelle Storie delle famiglia Carafa si legge: "la famiglia Carafa ha imparentato con famiglie nobilissime; come sono Rufolo; Offieri ... Griso ... ".

Nella storia di Reggio Calabria di D. Spanò Bolani nel periodo che va dal 1632 al 1748, la famiglia Griso appartiene alle trentatré famiglie abilitate per dare i Sindaci nobili alla città3.

Lo stesso Spanò Bolani descrive la condotta di un frate di S. Francesco d'Assisi di Reggio Calabria, Fra Orazio Griso, come facente parte del contrabbando che esercitava tra Reggio e Messina, nel 1743: « ...E questo scambio riprovevole andò tanto avanti, che i varii oggetti portati da Messina, s'introducevano sottomano nel territorio di Reggio, coll'intelligenza di parecchi di quei popolani che stavano a vigilare il carbone (i confini di Villa S. Giovanni - Catona - Reggio Cal.). Ai quali andavano un tanto per cento del guadagno che se ne faceva. Dava mano a queste pratiche un Orazio Griso, Frate di S. Francesco d'Assisi ...”4.

Sempre lo Spanò Bolani: “Nel 1774-75 troviamo un Griso come rappresentante delle famiglie nobili Sindaco di Reggio Calabria" assieme ad Antonio Auteri. .. Maestro Francesco Foti Tessitore E i nobili ricostruiranno la chiesa della madonna del Rosario dove aveva sede la confraternita di San Domenico ed la famiglia è presente con Antonio e Pasquale Griso"5.

 Ancora la famiglia Griso: "si constatava, inoltre, che, della Commissione per l'istruzione della Cassa per il mantenimento della Guardia Nazionale, facevano parte: Antonio Griso, il Cantore Domenico Grimaldi ... "6.

Don Gaetano Griso (nipote del Cav. Musitano)7 accolse E. Lear a Reggio nel 1847,  e si è anche interessato dei preparativi del suo viaggio

"Francesca Villadicani Caracciolo, sposò il Cav. Ettore Griso da Reggio Calabria".

San Roberto

Analizzando la struttura della proprietà privata nel Comune di S. Roberto attraverso i documenti murattiani del 1809, il fondovalle si caratterizzava in generale per la mancanza di grandi proprietà e del latifondo, mentre la proprietà fondiaria risulta prevalentemente frazionata in piccole piccolissime e medie proprietà.  In generale la classe dei proprietari, in prevalenza residenti in loco, si individua partendo da una rendita minima di Ducati 00.22 annui con terreni coltivati di limitatissima estensione, fino ad una rendita massima che si aggirava intorno ai 240 Ducati, che comportava un'estensione di terreno pari a 60 moggi (= circa 20 ha).

Quest’ultima proprietà, la massima del fondovalle, era situata in contrada S. Peri ed apparteneva ad Antonino Griso, residente in Reggio Calabria.

La predetta proprietà era composta, a prevalente coltura pregiata, ortaggi ed in misura minore a bosco, determinavano una rendita che autorizza a definire il titolare come medio proprietario8.

Carte del 1828 documentano che i pochi abitanti di Acquacalda assistettero, l'anno precedente 1827, a delle trasformazioni del terreno, a causa di alluvioni, ad avvenimenti catastrofiche tanto che varie zone ubertose sono scomparse completamente: ancor, oggi, si nota la formazione della grande vallata di “Taormiti” e “Donica” causata appunto nel Novembre del 1827.

In seguito la figura leggendaria di Garibaldi e dei Garibaldini, era nella mente di tutti e gli atti eroici venivano narrati come se li avesse compiuti un “dio” dell'età antica.

Subito dopo gli stessi assistettero attoniti agli avvenimenti che si susseguono a ritmo vertiginoso tra cui quello più epocale dell'Aspromonte che da poco tempo era stato palcoscenico di un dramma che doveva tingere di nero un breve periodo di storia Italiana: il ferimento di G. Garibaldi.

Acquacalda, la piccola frazione di S. Roberto, con i suoi pochi abitanti, tutti coloni del Canonico Ramirez e del Cav. Giuseppe Griso, viveva i suoi giorni tra la terra ed il pascolo, a servire i vari baroni che si susseguivano nella proprietà della zona, ricca colture, boschi e terreni di pascolo.

Biografia

Questa era la situazione in quella zona della Calabria quando il 4 Gennaio 1875 venne alla luce a Reggio Calabria il nostro Gaetano Griso, un personaggio che doveva far parlare di sé, trascorrendo la sua vita fra la Calabria e la Sicilia.

"Orfano di madre a sette anni visse privo di quella luce, una fanciullezza non sempre lieta, con il padre e due sorelle.

Seguì gli studi sempre con profitto e lode, completandoli a Napoli, presso la facoltà di ingegneria"9

Da giovane durante la sua permanenza in Calabria, nel periodo estivo, si trasferiva ad Acquacalda, la ridente località sulle pendici dell'Aspromonte. Nel suo vecchio castello, del quale esistono ancora i ruderi, il Griso si dilettava ad invitare amici ed amiche e scriveva le sue poesie nella tranquillità, nel silenzio, rotto soltanto dal chioccolio degli uccelli e dal gorgoglio delle molti sorgenti. Amava questi luoghi perché solitari ed ameni.

Dunque Gaetano Griso visse l'infanzia e gran parte della gioventù tra l'Aspromonte e il mare, in quel tratto di "terra dove il mar Ionio ed il Tirreno si incontrano e si azzuffano ... spiaggia che ride dalla cresta dell'onda e s'incupisce alla costa sotto il propendere silvestro dell'Aspromonte. Sui villaggi incrostati alle propaggini tra virgulti, pietre, nascosti da boschi e sepolti in fondo valle, passa olezzante il profumo della zagara d'arancio o di bergamotto e s'unisce con l'odore salmastro del mare”.

Si innamorò perdutamente di una donna che egli canta in un sonetto chiamandola “Povera Bionda” e da questo amore segreto nacque una bambina, Maria Antonietta. Ma la “Povera Bionda” moriva di parto seguita a breve distanza di tempo dalla bimba.

Dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio e Messina, per le delusioni materiali e morali, Gaetano si trasferì in Sicilia. Capitato a Palermo, in casa di amici, conobbe Marianna Parlato, di nobile casato, che divenne sua moglie. Dal loro matrimonio nacquero tre figli Giuseppe , Antonio e Maria Antonietta.

Quando sposò Marianna Parlato diceva, triste, che desiderava una bimba dal nome Maria Antonietta, dopo non volle più figli.

Nel 1912 si trasferì a Palermo, lavorò presso le ferrovie dello Stato quale Applicato Tecnico in virtù della Licenza “Fisico-Matematica” conseguita alla Reggia Università di Messina nel 1902.

Nel 1920, dopo la morte del padre, ritorna a Messina per amministrare la tenuta di Acquacalda nel Comune di San Roberto (R.C.), erede assieme alle sorelle Giuseppina e Rosina.

Nel 1917 lo vediamo a Gioiosa Marea dirigere un gruppo di operai delle Ferrovie dello Stato lungo una linea ferroviaria in pessime condizioni a causa di continue frane. All'improvviso la tragedia causata da una tradotta di soldati che investì gli operai e fra questi anche Gaetano Griso.

In seguito alla tragedia Gaetano dovette subire l'amputazione di un braccio, dopo di che, disgustato della vita, abbandonò tutto e venduta la proprietà, ritornò a Palermo sperando in un periodo di tranquillità.

L'illusione durò poco. Ben presto si ammalò di cancro e morì in clinica il 16 aprile del 1925 lasciando la moglie e i figli in condizioni economiche non molto floride.

I figli, dopo un periodo di naturale smarrimento, con l'intelligenza che li distingue, guardarono verso l'avvenire con serenità di spirito: Giuseppe si laureò alla “Cà Foscari” di Venezia in Economia e Commercio, occupando una posizione preminente nella società; Antonio, abilitato, entrò nell'aviazione civile. Morì il 1° agosto 1972; Maria Antonietta, diplomatasi nell'Istituto Magistrale, abilitata per i Giardini d'infanzia, si rivelò una delle migliori educatrici, per la sua intelligenza, bontà, comprensione e amore verso l'infanzia, sposò l'Avv. Raffaele Nicolosi, vanto del foro di Catania.

Opere

"Scrisse, in prosa ed in versi, cose semplici. cantò la bellezza e l'amore, con finezza e con gusto, alludendo, nelle poesie, alla fanciulla della sua infatuazione giovanile, che poi fu la compagna della sua vita.

Amò gli uomini, le cose, gli animali che vedeva ed inseriva in una medesima composizione di vita.

Altre che poeta e scrittore sensibilissimo fu anche artista. Purtroppo, molte delle sue composizioni sono andati disperse. Assieme alle poesie, sono rimasti, tuttavia, alcuni disegni giovanili, ad inchiostro di china, eseguiti con povertà di mezzi ... quelle figure ... vere miniature ... vivono di vita propria e rispecchiano ... la maestria e la delicatezza del suo animo ... "10

Prosa:

-          Il castello di Osvaldo: Sulla sponda destra del Tago, là dove questo, bagnata Lisbona, scende largo e maestoso per la marina, giacciono delle antiche rovine: pochi e neri ruderi ricoperti in parte dal verde bruno del muschio e dal verde chiaro dell'edera, fra quali s'erge un'alta torre, unico avanzo di un superbo castello feudale.

In esso dominava un tempo Osvaldo, barone superbo e prepotente, tremendo nell'ira come nella vendetta. Avvezzo a comandare e a farsi ubbidire, era pronto alla rabbia e al furore ogni qualvolta venisse contrastato nel libero sfogo dei suoi capricci …

-          Adorata fanciulla: Vieni, o adorata fanciulla, vieni quassù su' i miei monti a villeggiare tu pure, vieni ad amare.

Bello è gustare le delizie dell'amore nelle delizie della natura; bello l'amare mentre mormora l'onda e il vento soffia tra gli annosi rami de' boschi e ripete l'augelletto la sua melodiosa canzone e mandano i fiori il loro inebriato profumo, mentre tutto intorno a noi è solitudine perfetta e regna la pace più serena, poiché lungi stanno gli occhi invidiosi e le lingue calunniatrici degli uomini … (composta il 15/10/1895)

-          Gl’incanti delle selve: Bella è la natura quando ci presenta un'estensione ricca di paesi e villaggi disseminati nel verde delle campagne come le stelle sull'immensa volta del cielo; ridente in una valle pittoresca percorsa da un fiumicello che lambisca case e capanne, deliziosa in riva ai laghi, a' mari …

-          Amore mio: Il mio cuore resta stretto come in una morsa al pensare che tu domani alla stessa ora sarai già le mille miglia lontano da chi vorrebbe invece tenerti vicino a se, stretta, stretta al suo petto … (composta ad Acquacalda nel gennaio 1891)

Poesia:

Sonetto” del 07/10/1893, “L’inverno” composta il 23/12/1893, “Canto sociale” composta il 02/08/1894, “Sonetto” del 5/09/1894, “Povera bionda” composta ad Acquacalda l’8/09/1894, “A te” composta ad Acquacalda il 15/09/1894, “Saffiche” del settembre 1894, “La Scuola” una satira composta nel gennaio 1895, “Torna e fammi cantar ..” dell’aprile 1895, “Fata gentil ..” del 13/01/1896, “Messina” del febbraio 1896,

 

Bibliografia:

Biografia e opere liberamente tratti da "Le Memorie (scritti di Gaetano Griso)", di don Domenico Calarco, Edizioni Circolo Culturale S. Roberto, 1973

01. Giovanni Dolcetti, Il libro d'argento delle famiglie venete, Forni editore, 1922;

02. Matteo Camera, Historia della città e costiera di Amalfi, Napoli, MDCCCXXXVI;

03. Domenico Spanò Bolani, Storia di Reggio Calabria, Napoli, 1857;

04. Domenico Spanò Bolani, op. cit.

05. Domenico Spanò Bolani, op. cit.

06. Domenico Spanò Bolani, op. cit.

07. Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi, a cura di E.De Lieto Vollaro, ed. Parallelo 38, Reggio Calabria 1973;

08. Veronica Aretini, La comunità di San Roberto dal 1783 ai nostri giorni .

09. Maria Nicolosi Griso (a cura di), A inchiostro di china, Disegni giovanili di Gaetano Griso, Accademia di Scienze e Lettere e Belle Arti

      degli Zalanti e dei Dafnici, Acireale, 1980.

10 Maria Nicolosi Griso, op. cit.

 

 

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