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Il quadro ambientale

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Il territorio,   I confini,   La viabilità,  L'economia,  La popolazione

Nino Calarco: Webmaster, ideaz. progettaz. fotografia - Veronica Aretini autore

 

 Index

 Quadro ambientale

 Agli albòri della civiltà

Dal VIII a.C. al 1783

 Situazione di fine 700

 Dall'800 al 1830

 Dal 1831 al 1859

 Dal 1860 al 1880

 Dal 1881 al 1940

 II guerra mondiale

 Dal 1950 al 1984

 Regione Calabria

 Toponomastica

 Paesaggio agrario

 La parrocchia:

     - Notizie storiche

     - Le chiese
     - Funzioni Religiose

 Personaggi Illustri:

     - Marilena Licandro
     - Don Calarco
     - Gaetano Griso

 Le frazioni:

    - Introduzione

    - Acquacalda

     - Colelli

    - Favani

    - Melia

    - S.Angelo

    - Sanperi

     - S.Giorgio

    - Lipiani

 La cucina:

    - Cucina Antica
    - Cucina tradizionale
    - Ricette antiche

 Letture:

     - Introduzione

     - Il focatico

     - Cenisia e Roboreto

     - Una Madonna negli USA

 Foto/Immagini

 

 

 

IL TERRITORIO

Il territorio di pertinenza della comunità di San Roberto ha una superficie di circa 3.431 ha e si colloca nell’immediato entroterra occidentale reggino.

Si tratta di un territorio certamente identificabile con parte del versante centro-occidentale del Massiccio calabro-peloritano, da sempre di decisiva importanza per la storia delle civiltà che si sono succedute nella penisola calabrese e, in particolare, nell’area dello Stretto.

Su questo versante il territorio comunale si allunga da est verso sud-ovest, ricalcando l’andamento delle due dorsali aspromontane che si dipartono dall’allineamento montuoso degradante da Montalto verso il Monte Basilicò (Le due dorsali interessate  si dipartono da Montalto per Serro Schiavone -1.894 m.. s.l.m.- Portella Materazzi -1889 m. s.l.m.- Pizzo Nino Martino -1.838 m. s.l.m.-, Serro Sgarrone  -1.672 m. s.l.m.- fino a Monte Basilicò).

Nella morfologia accidentata che caratterizza il rapporto tra il Massiccio e la linea di costa, il comprensorio comunale si articola tra i 1.332 m. s.l.m. e i 212 m. s.l.m., evidenziando la natura fortemente dualistica della propria conformazione territoriale.

Gran parte del territorio si estende per la dorsale aspromontana che trae origine da Punta Materazzi e degrada verso Punta del Pezzo.

Nel suo degradare verso costa questa dorsale racchiude i Campi e i Piani d’Aspromonte, il Piano della Melia e di Matiniti, per giungere infine a Punta del Pezzo (antico Capo Cenide), presso Cannitello.

Pur tuttavia ricadono nel territorio comunale anche alcune propaggini della dorsale aspromontana degradante verso Catona (in località detta Vallone Serra di San Peri), che comprende la sezione a monte e mediana della profonda incisione valliva racchiusa tra le due dorsali e solcata dalla fiumara di Catona, la cui asta terminale e foce si trovano, però, al di fuori del perimetro comunale.

La fiumara, detta anche “di Telese”, dal torrente principale che la origina nel tratto a monte dell’omonimo Passo, va costituendosi attraverso una serie di torrentelli, le cui testate si trovano alle pendici delle montagne di Nino Martino e di quelle denominate Li Materazzi. 

Il corso d’acqua, a regime torrentizio, ha una lunghezza complessiva di poco più di 51 Km con una pendenza media del 9,32% e presenta un percorso di tipo fondamentalmente radiale. Nell’assumere, nel tratto montano del suo percorso, un’elevata densità di drenaggio a causa della profonda incisione valliva e della forte acclività dei terreni di percorrenza, la fiumara si allarga soltanto al termine della zona acclive, configurando un’ampia curvatura intorno ai 400 m. d’altitudine.

Pertanto il corso d’acqua si caratterizza per una grande capacità d’erosione e di trasporto, accentuata dalla relativa brevità del suo percorso, e per una capacità idraulica intensa durante le fasi di piena, più volte rappresentando una vera e propria minaccia per i coltivi collocati nel fondovalle.         

 

I CONFINI

 Lo spettacolo morfologico quasi convulso che ci offre l’impianto geomorfologico del territorio viene ad essere quasi esaltato dal carattere fortemente dualistico assunto dalla stessa economia del comprensorio.

Sotto questo profilo il Comune di San Roberto appare delimitato più che da elementi geografici, da confini aventi carattere puramente amministrativo, segnati a nord dal comprensorio di Scilla, ad ovest dai comprensori di Fiumara e di Calanna e a sud da quelli di Laganadi e di Santo Stefano.

Pur in una tal eterogeneità di caratteri, la comunità ha conosciuto nel tempo storico un’evoluzione diversificata in rapporto ai due ambienti dominanti: quello di fondovalle e quello più propriamente montano. Il nucleo abitato di San Roberto, capoluogo comunale, è un tipico centro di fondovalle che, ancora negli anni ‘70 del nostro secolo, contava poco più di un migliaio d’abitanti.

Assai prossimi al capoluogo si collocano le tre frazioni minori costituite dai piccoli nuclei abitati di S.Peri (339 ab. al ‘71), Colelli (289 ab. al ‘71) a cui si aggiungono quelli di Bolano (59 ab. al ‘71) e Acquacalda.

Nella sezione dei pianalti si collocano, invece, le due frazioni minori di Sant’Angelo e Melìa di San Roberto (con popolazione complessiva pari a 383 ab. al ‘71).

A fronte del capoluogo comunale e delle tre frazioni principali di fondovalle, che si localizzano lungo la fiumara di Catona ad un’altitudine media di circa 280 m. s.l.m., le due frazioni minori situate nei pianalti si localizzano ad un’altitudine media di circa 700 m. s.l.m. e ai limiti di confine segnati dal territorio comunale di Scilla.

 

LA VIABILITA'

Il sistema viabilistico comprensoriale ricalca ancor oggi gli itinerari semplici del passato, segnati principalmente da due sole strade.

La prima, che ha la funzione di allacciare i centri abitati principali di fondovalle alla costa di Villa San Giovanni, è oggi la provinciale che corre lungo la fiumara di Catona andando a congiungersi, nei pressi di Melìa e attraverso i pendii del monte di Acquacalda, alla seconda strada.

Quest’ultima, che sale da Scilla e collega la costa tirrenica tra Scilla e Bagnara Calabra con l’altipiano, presenta i caratteri tipici della strada montana.

Comunemente denominata “Melìa-Aspromonte”, questa seconda strada comunale fin dalle epoche più antiche interessata da intensi traffici di legname, incrocia oggi in località detta Crocevì la Statale n. 183 Ionica dell’Aspromonte.          

      

L'ECONOMIA  

In stretta relazione ai due diversificati ambienti dominanti, l’economia comunale si è caratterizzata per un’organizzazione fortemente dualistica.

L’economia agricola tradizionale, basata sulle colture tipiche del “giardino mediterraneo”, quali agrumi, viti, ulivi e, anticamente, gelsi, si è concentrata lungo la valle di Catona, zona che ancora nell’ultimo dopoguerra manteneva una spiccata vocazione agrumaria.

L’industria estrattiva del legname e l’utilizzazione pastorale del suolo si sono sviluppate, invece, sulle pendici montane comprensoriali più elevate e sui pianalti, contemporaneamente interessati da colture povere, quali cereali, ortaggi e leguminose.

A partire dall’ultimo dopoguerra quest’antica organizzazione economica ha conosciuto profondi rivolgimenti.

 

LA POPOLAZIONE

 Ancora nel 1961 su una popolazione comunale complessivamente contata pari a 3.008 unità, ben il 53, 7% degli attivi si concentrava nel settore agricolo, il 24,2% in quello delle costruzioni e soltanto l’8,5% in quello dell’industria estrattiva di legname.

A partire dagli anni ‘70 e, soprattutto, nel corso degli anni ‘80 la comunità è stata investita da un vistoso calo demografico, tant’è che la popolazione censita nel 1984 era pari a sole 2.725 unità residenti.

Il regresso demografico, che ha pesanti riflessi sulla effettiva disponibilità di forza-lavoro locale, ha alterato definitivamente la tradizionale distribuzione della popolazione nei diversi settori economici, con inevitabili conseguenze anche sui livelli occupazionali.

Al netto calo di popolazione attiva impegnata in agricoltura, fa riscontro il forte incremento degli addetti all’industria e alle costruzioni.

 

 

 Sk

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