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Quadro ambientale |
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Nino Calarco: Webmaster, ideaz. progettaz. fotografia - Veronica Aretini autore |
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Il territorio, I confini, La viabilità, L'economia, La popolazione |
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Il quadro ambientale u Il capoluogo Colelli Acquacalda Sanperi Melia
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Nel suo degradare verso costa questa dorsale racchiude i Campi e i Piani d’Aspromonte, il Piano della Melia e di Matiniti, per giungere infine a Punta del Pezzo (antico Capo Cenide), presso Cannitello. Pur tuttavia ricadono nel territorio comunale anche alcune propaggini della dorsale aspromontana degradante verso Catona (in località detta Vallone Serra San Peri), che comprende la sezione a monte e mediana della profonda incisione valliva racchiusa tra le due dorsali e solcata dalla fiumara di Catona, la cui asta terminale e foce si trovano, però, al di fuori del perimetro comunale. La fiumara, detta anche “di Telese”, dal torrente principale che la origina nel tratto a monte dell’omonimo Passo, va costituendosi attraverso una serie di torrentelli, le cui testate si trovano alle pendici delle montagne di Nino Martino e di quelle denominate Li Materazzi . |
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Il corso d’acqua, a regime torrentizio, ha una lunghezza complessiva di poco più di 51 Km con una pendenza media del 9,32% e presenta un percorso di tipo fondamentalmente radiale. Nell’assumere, nel tratto montano del suo percorso, un’elevata densità di drenaggio a causa della profonda incisione valliva e della forte acclività dei terreni di percorrenza, la fiumara si allarga soltanto al termine della zona acclive, configurando un’ampia curvatura intorno ai 400 m. d’altitudine. Pertanto il corso d’acqua si caratterizza per una grande capacità d’erosione e di trasporto, accentuata dalla relativa brevità del suo percorso, e per una capacità idraulica intensa durante le fasi di piena, più volte rappresentando una vera e propria minaccia per i coltivi collocati nel fondovalle. |
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Lo spettacolo morfologico quasi convulso che ci offre l’impianto geomorfologico del territorio viene ad essere quasi esaltato dal carattere fortemente dualistico assunto dalla stessa economia del comprensorio. Sotto questo profilo il Comune di San Roberto appare delimitato più che da elementi geografici, da confini aventi carattere puramente amministrativo, segnati a nord dal comprensorio di Scilla, ad ovest dai comprensori di Fiumara e di Calanna e a sud da quelli di Laganadi e di Santo Stefano. Pur in una tal eterogeneità di caratteri, la comunità ha conosciuto nel tempo storico un’evoluzione diversificata in rapporto ai due ambienti dominanti: quello di fondovalle e quello più propriamente montano. Il nucleo abitato di San Roberto, capoluogo comunale, è un tipico centro di fondovalle che, ancora negli anni ‘70 del nostro secolo, contava poco più di un migliaio d’abitanti. |
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Assai prossimi al capoluogo si collocano le tre frazioni minori costituite dai piccoli nuclei abitati di S.Peri (339 ab. al ‘71), Colelli (289 ab. al ‘71) a cui si aggiungono quelli di Bolano (59 ab. al ‘71) e Acquacalda. Nella sezione dei pianalti si collocano, invece, le due frazioni minori di Sant’Angelo e Melìa di San Roberto (con popolazione complessiva pari a 383 ab. al ‘71). A fronte del capoluogo comunale e delle tre frazioni principali di fondovalle, che si localizzano lungo la fiumara di Catona ad un’altitudine media di circa 280 m. s.l.m., le due frazioni minori situate nei pianalti si localizzano ad un’altitudine media di circa 700 m. s.l.m. e ai limiti di confine segnati dal territorio comunale di Scilla. |
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Il sistema viabilistico comprensoriale ricalca ancor oggi gli itinerari semplici del passato, segnati principalmente da due sole strade. La prima, che ha la funzione di allacciare i centri abitati principali di fondovalle alla costa di Villa San Giovanni, è oggi la provinciale che corre lungo la fiumara di Catona andando a congiungersi, nei pressi di Melìa e attraverso i pendii del monte di Acquacalda, alla seconda strada. Quest’ultima, che sale da Scilla e collega la costa tirrenica tra Scilla e Bagnara Calabra con l’altipiano, presenta i caratteri tipici della strada montana. Comunemente denominata “Melìa-Aspromonte”, questa seconda strada comunale fin dalle epoche più antiche interessata da intensi traffici di legname, incrocia oggi in località detta Crocevì la Statale n. 183 Ionica dell’Aspromonte. |
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In stretta relazione ai due diversificati ambienti dominanti, l’economia comunale si è caratterizzata per un’organizzazione fortemente dualistica. L’economia agricola tradizionale, basata sulle colture tipiche del “giardino mediterraneo”, quali agrumi, viti, ulivi e, anticamente, gelsi, si è concentrata lungo la valle di Catona, zona che ancora nell’ultimo dopoguerra manteneva una spiccata vocazione agrumaria. L’industria estrattiva del legname e l’utilizzazione pastorale del suolo si sono sviluppate, invece, sulle pendici montane comprensoriali più elevate e sui pianalti, contemporaneamente interessati da colture povere, quali cereali, ortaggi e leguminose. A partire dall’ultimo dopoguerra quest’antica organizzazione economica ha conosciuto profondi rivolgimenti. |
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Ancora nel 1961 su una popolazione comunale complessivamente contata pari a 3.008 unità, ben il 53, 7% degli attivi si concentrava nel settore agricolo, il 24,2% in quello delle costruzioni e soltanto l’8,5% in quello dell’industria estrattiva di legname. A partire dagli anni ‘70 e, soprattutto, nel corso degli anni ‘80 la comunità è stata investita da un vistoso calo demografico, tant’è che la popolazione censita nel 1984 era pari a sole 2.725 unità residenti. Il regresso demografico, che ha pesanti riflessi sulla effettiva disponibilità di forza-lavoro locale, ha alterato definitivamente la tradizionale distribuzione della popolazione nei diversi settori economici, con inevitabili conseguenze anche sui livelli occupazionali. Al netto calo di popolazione attiva impegnata in agricoltura, fa riscontro il forte incremento degli addetti all’industria e alle costruzioni. |
| Sk | ||
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