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La Via Popilia o Annia |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia, testi |
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La via Popilia nei pressi di Solano. La via Popilia, proveniendo da Vibo Valentia, passava per Taurianova e proseguiva per Seminara, nei pressi dei Piani della Corona, da Solano scendeva per guadare la fiumara di Favazzina presso il passo Tremusa indi risaliva verso le omonime grotte raggiungendo la “Statio ad Mallias”. Qui ripiegava verso lo stretto nel territorio di Fiumara. Raggiunto Campo-Santa Lucia si divideva in tre braccia: uno verso l'imbarco di Cannitello (ad columna); il secondo verso l'imbarco di Catona
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(ad statuam); il terzo attraversava a fiumara di Telese
(torrente Catona) nei pressi di Santo Cono di Rosalì e giungeva al nodo
di Modenella dove si diramava in tre direzioni: una dirigeva a Reggio
Calabria; la seconda verso la fortezza di Arghillà; infine, la terza
verso Calanna Nel 132 a.C. la magistratura romana autorizzò la costruzione della strada per congiungere stabilmente Roma con la "civitas foederata Regium" estrema punta della penisola e affacciarsi, così , sullo stretto di Messina. Ad iniziare tale opera fu il console Lucio Popillius Laenas e fu portata a termine dal pretore T. Annius Rufus, motivo per il quale fu chiamata anche via Annia. La via consolare univa Capua, dove formava un bivio con la via Appia, a Reggio Calabria. Le principali stazioni indicate nel "cippo di Polla", partendo da Capua erano: Nuceria, Moranum, Cosentia, Valentia, ad fretum, ad statuam, Regium. Per duemila anni fu l'unica via di comunicazione possibile. Col tempo e senza manutenzione diventò impraticabile per buona parte dell'anno, contribuendo così a quell'isolamento cui fu costretta la Calabria per molti secoli e potrattosi fino all'arrivo dei francesi del Murat, nel 1805. |
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