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Tale evento
incide non solo affettivamente ma anche economicamente sulla famiglia,
in quanto la stessa è impossibilitata a continuare gli studi
universitari.
Dall'anno 1945/46, a soli 18 anni, dopo il diploma accademico, la
vita di Gina si svolge sul doppio binario dell'insegnamento di Disegno e
Storia dell'Arte2 nelle scuole,
che dura fino al 1978 e della libera creatività artistica, tuttora viva
e feconda.
Nel 1950 sposa Antonino Restuccia, dalla cui unione nascono due
figli.
Negli anni ottanta una fastidiosa allergia Le
impedisce di utilizzare la pittura ad olio; questo inconveniente la porta a scoprire nuove
tecniche e nuovi materiali.
Sempre negli stessi anni ottiene due importanti riconoscimenti: il
primo premio per la scultura "Le Cariti" dell'Accademia Tiberina e il
primo premio internazionale "Tiziano".
Dopo 31 anni di insegnamento in Calabria si trasferisce a Roma, dove
nei primi anni novanta allestisce l'ultima mostra antologica al Centro
Letterario del Lazio.
Nel 1998 perde l'amato marito Nino. Questo intenso attimo di vita
viene espresso in un gesto plastico di una sua opera "Dolore e
disperazione", ... "in cui evoca il senso profondo di un'irrinunciabile
lacerazione e diviene simbolo ed archetipo della fragilità dell'uomo e
del suo eterno dolore"1.
Nel 1999 l'Associazione Culturale A.I.D.A.C. di Roma le
conferisce il Premio Trastevere della critica e della ricerca.
Successivamente riceve un altro dei suoi tanti riconoscimenti: un
"Diploma accademico onorario di Arte ed ecologia" presso
l'Università "La Sapienza" di Roma dalla dott.ssa Anna Iozzino Ruocco,
storico e critico d'arte3.
Nel 2004 riceve la Medaglia d'Oro su Targa della
Presidenza dell'Accademia
dei Micenei per l'opera "Il volto di Cristo", nell'ambito del volume
antologico "Pasqua 2004 - Un monito per l'Umanità".
Nell'arte di Gina Bellantoni Restuccia
"
... il dolore, inteso
non solo come sofferenza fisica, ma come profondo patimento dell'animo
..." e la "...
ricerca del senso religioso come radice e speranza di un mondo nuovo
basato sulla solidarietà e sulla pace"
...
divengono
"un veicolo privilegiato di creatività e di espressione"1.
"Quella di Gina è la
storia di un'esperienza umana vissuta intensamente dove l'arte è insieme
impulso, desiderio, passione, linfa tenace e vigorosa che ha dato e
continua a dare ... sapore e significato ai suoi giorni."1
"Forme
e colori vivono nella primavera delle tue mani che la materia
trasformano, docile, nelle tue creazioni: bellezze e dolore della vita
eternità dei sentimenti umani".
(Alba Florio, dedica a Gina).
"L'istinto
di Gina è così forte e incontaminato che si potrebbe pensare ad una
artista naîve, da chi non sapesse
che l'impianto e le esperienze della sua vita sono tipicamente culturali"(4).
(Leopoldo Trieste, Scrittore e attore).
"Cara Gina, hai
lasciato la tua terra per venire da noi, hai emigrato come un'agile
rondine per poi arrivare a Ostia Antica e per insegnarci ad amare il
disegno ..." (Linda Pettini).
Meravigliose le opere dell'artista Gina Bellantoni. SONO URLA dei piu'
profondi SENTIMENTI UMANI: dolore, dolcezza, amore e passione. Davvero
grazie Nino per avermi reso partecipe della visione di queste opere
MAGNIFICHE. COMPLIMENTI ALL'ARTISTA ......
(Caterina Zizza, artista).
Come tutti gli uomini che hanno illuminato la
nostra terra anche per Gina Bellantoni vale il detto "nemo profeta in patria".
Questa figlia incompresa nella sua terra, come tanti altri, è
stata costretta a cercare altrove, quei riconoscimenti nazionali e
internazionali che le spettavano di diritto, spinta ad
esiliare, quasi scacciata come figlia reietta, salvo poi, probabilmente,
onorarla dopo la morte. (Nino Calarco). |