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Artisti : Gina Bellantoni Restuccia

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Gina Bellantoni

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Nasce nella mitica Scilla, in provincia di Reggio Calabria, "... in una casa immersa in uno splendido giardino di aranci di Spagna, limoni, mandarini e fichi d'india ..."1

Inizia precocemente la sua feconda attività artistica: a nove anni esegue un ritratto del nonno dormiente, con il quale sorprende il padre, medico condotto della cittadina, profondo amante dell'arte e che, anche per questo, la sostenne vivamente nelle sue aspirazioni.

Inizia con gli studi artistici presso l'Istituto d'Arte "Mattia Preti" di Reggio Calabria, sotto la valida guida del prof. Alfonso Frangipane.

Una scuola frequentata da pochi allievi molto motivati, dove era presente una valida biblioteca e alcune sculture di Jerace.

Continuò gli studi per tre anni presso il collegio delle suore Immacolatine di Reggio Calabria. Subito dopo perfeziona il suo percorso presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli.

"Nel 1946 la morte dell'amato padre, l'ultima immagine del padre morente .. schizzata con pochi tratti, ma con forte tensione lirica e drammatica"1.

 

 

 

 

 

Tale evento incide non solo affettivamente ma anche economicamente sulla famiglia, in quanto la stessa è impossibilitata a continuare gli studi universitari.

Dall'anno 1945/46, a soli 18 anni, dopo il diploma accademico, la vita di Gina si svolge sul doppio binario dell'insegnamento di Disegno e Storia dell'Arte2 nelle scuole, che dura fino al 1978 e della libera creatività artistica, tuttora viva e feconda.

Nel 1950 sposa Antonino Restuccia, dalla cui unione nascono due figli.

Negli anni ottanta una fastidiosa allergia Le impedisce di utilizzare la pittura ad olio; questo inconveniente la porta a scoprire nuove tecniche e nuovi materiali.

Sempre negli stessi anni ottiene due importanti riconoscimenti: il primo premio per la scultura "Le Cariti" dell'Accademia Tiberina e il primo premio internazionale "Tiziano".

Dopo 31 anni di insegnamento in Calabria si trasferisce a Roma, dove nei primi anni novanta allestisce l'ultima mostra antologica al Centro Letterario del Lazio.

Nel 1998 perde l'amato marito Nino. Questo intenso attimo di vita viene espresso in un gesto plastico di una sua opera "Dolore e disperazione", ... "in cui evoca il senso profondo di un'irrinunciabile lacerazione e diviene simbolo ed archetipo della fragilità dell'uomo e del suo eterno dolore"1.

Nel 1999 l'Associazione Culturale A.I.D.A.C. di Roma le conferisce il Premio Trastevere della critica e della ricerca.

Successivamente riceve un altro dei suoi tanti riconoscimenti: un "Diploma accademico onorario di Arte ed ecologia" presso l'Università "La Sapienza" di Roma dalla dott.ssa Anna Iozzino Ruocco, storico e critico d'arte3.

Nel 2004 riceve la Medaglia d'Oro su Targa della Presidenza dell'Accademia dei Micenei per l'opera "Il volto di Cristo", nell'ambito del volume antologico "Pasqua 2004 - Un monito per l'Umanità".

Nell'arte di Gina Bellantoni Restuccia " ... il dolore, inteso non solo come sofferenza fisica, ma come profondo patimento dell'animo ..." e la "... ricerca del senso religioso come radice e speranza di un mondo nuovo basato sulla solidarietà e sulla pace" ... divengono "un veicolo privilegiato di creatività e di espressione"1.

"Quella di Gina è la storia di un'esperienza umana vissuta intensamente dove l'arte è insieme impulso, desiderio, passione, linfa tenace e vigorosa che ha dato e continua a dare ... sapore e significato ai suoi giorni."1

"Forme e colori vivono nella primavera delle tue mani che la materia trasformano, docile, nelle tue creazioni: bellezze e dolore della vita eternità dei sentimenti umani". (Alba Florio, dedica a Gina).

"L'istinto di Gina è così forte e incontaminato che si potrebbe pensare ad una artista naîve, da chi non sapesse che l'impianto e le esperienze della sua vita sono tipicamente culturali"(4). (Leopoldo Trieste, Scrittore e attore).

"Cara Gina, hai lasciato la tua terra per venire da noi, hai emigrato come un'agile rondine per poi arrivare a Ostia Antica e per insegnarci ad amare il disegno ..." (Linda Pettini).

 Meravigliose le opere dell'artista Gina Bellantoni. SONO URLA dei piu' profondi SENTIMENTI UMANI: dolore, dolcezza, amore e passione. Davvero grazie Nino per avermi reso partecipe della visione di queste opere MAGNIFICHE. COMPLIMENTI ALL'ARTISTA ...... (Caterina Zizza, artista).

Come tutti gli uomini che hanno illuminato la nostra terra anche per Gina Bellantoni vale il detto "nemo profeta in patria". Questa figlia incompresa nella sua terra, come tanti altri, è stata costretta a cercare altrove, quei riconoscimenti nazionali e internazionali che le spettavano di diritto, spinta ad esiliare, quasi scacciata come figlia reietta, salvo poi, probabilmente, onorarla dopo la morte. (Nino Calarco).

Bibliografia

1. Articolo di Anna Iozzino, Gina Bellantoni: l'Arte come veicolo di riscatto dal dolore e come dimensione di vita.

2. Articolo di Esterina Procopio, Gina Bellantoni: l'Arte nella sua vita.

3. Intervista di Vittorio Stesuri, Incontro con l'artista Gina Restuccia Bellantoni: Nell'arte il dramma della vita.

4. Articolo di Leopoldo Trieste

 

 Sk

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