www.maridelsud.com

Le più belle spiagge della Calabria

 Home|Index|Foto

Nino Calarco: webmaster, ideaz., progett., testi, fotografia

 

La scogliera delle piscine naturali

Qui storia e leggenda si fondono: Capo Bruzzano, l'antico Zephyrium promontorium, fa da copertura a una vasta insenatura e protegge da quel Zefiro che soffia da occidente. Qui sbarcarono, verso la fine del VI sec. a. C., i primi coloni greci guidati da Evandro, i quali, successivamente, arrivarono a colonizzare tutta la costa, fondando Locri* distante circa 30 km a oriente.

 "I suoi fondatori venuti di Grecia dal seno Crisseo approdarono al promontorio Zefirio, e dopo essersi ivi alquanto intrattenuti si spinsero più avanti dentro alla terra ove trovata acconcia sede, in luogo alquanto elevato posero la città che chiamarono Locri Epizefirii per distinguersi dai Locresi abitatori delle falde del monte Parnaso"1

 "Capo Bruzzano , che per tutta quella costa ionia si offre acconcio a dare qualche riparo ai naviganti , in grazia della sporgenza del capo , e del seno che dal suo lato nord vi lascia. Chè poi in tutto il resto del Ionio non ci ha più baia o seno alcuno , ed ivi l'approdo è da pertutto difficile"2

La scogliera di Capo Bruzzano è incastonata in una splendida posizione, con una torre in cima al monte, e una costa spumeggiante, con piccole baie, una spiaggia sconfinata di sabbia incontaminata e selvaggia interrotta qua e la da piccoli e grandi massi e poi ancora sole, mare limpidissimo, scheletri di cespugli.

Il vasto arenile è costellato di fiori dai mille colori e dal profumo intenso. Dal tramonto all'alba tutta la costa e invasa dal profumo del gelsomino* trasportato dalle folate di vento notturno.

Le strane formazioni rocciose della scogliera sono state curiosamente scolpite, nel corso dei secoli, dalle maree e dal vento, quasi sempre lo Zefiro che soffia da occidente.

Nel mare del capo più estremo si trova una configurazione rocciosa di scogli che curiosamente forma, tra l'altro, due piscine naturali di forma vagamente rettangolare e di grandezza diversa, i cui bordi superiori sono quasi a livello del mare e sono appena invase delle onde, con un ricambio lento e continuo di acqua, cosicchè all'interno delle piscine questa si mantiene caldissima.

Chissà se a torto o a ragione, fino ad oggi, questa magnifica località non è stata inserita in nessuno piano di "valorizzazione", così come quasi tutta la costa ionica reggina.

Nel tratto di spiaggia non esiste alcuna struttura turistica.

 

 

 

 

 

*Strabone VI; Virgilio ( Aen. III, 399 ) la fa fondare da Aiace Oileo e dai suoi compagni venuti dalla Locrese Naricia: Hic et Narycii posuerunt moenia Locri. Perciò anche Ovidio (Melarti. XV) la chiama Narycia.

 

 

 

 

 

Il gelsomino qui veniva coltivato a livello industriale per la produzione di essenza base utilizzata per la creazione di profumi pregiati.

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

1. Atto Vannucci, Storia d'Italia, dai tempi più antichi fino all'invasione dei Longobardi, Firenze, 1851;

2. Giuseppe A. Pasquale, Relazione sullo stato fisico-economico-agrario della Prima Calabria, Napoli, 1863

 

 Sk

Torna su         Home|Index|Foto|Avanti

 

  Tutti i diritti riservati - mail: webmaster@maridelsud.com

 

  Risoluzione racc.: 800x600 pixels - 16 mil. colori Browser min. indicato: Internet Explorer 4.0

 by Spiderkapp