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Krimisa promontorium
L'eroe greco Filottete,
citato nell’Iliade reduce dalla guerra di Troia,
dopo aver fondato diverse città, in territorio
crotonese, tra cui Petelia (Strongoli) e Macalla,
avrebbe dedicato un santuario ad Apollo Aleo, dove
avrebbe deposto l'arco e le frecce ricevute in dono
da Eracle |
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“A 20 miglia dal capo Colonna di Crotone è il capo Alice, da
dove parte la costa del golfo di Taranto”(1).
Infatti “… questo
capo con quello di Santamaria di Leuca forma il golfo di
Taranto”(2).
“Un tempo Punta Alice era colonia della Magna Grecia col
nome di Krimisa promontorium*,
sono visibili i resti del tempio dorico di Apollo Alaios
risalente al V sec. a.C. e i
Mercati saraceni*.
Di notevole
importanza
sono anche la Torre Vecchia, costruita
nel IX sec. sui resti di un'antichissima torre, e la Torre
Nuova, eretta dagli spagnoli sul finire del XV sec. per
frenare le incursioni dei turchi”(3), e la
chiesetta dedicata a San Cataldo Vescovo sul promontorio di
Madonna di mare. |
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Il territorio, nei secoli passati, era poco abitato, con
abitazioni
a carattere sparso a causa della malaria, della mancanza
d'acqua potabile e per le scorrerie della pirateria saracena
prima e turchesca poi.
Oggi, invece, è un agglomerato urbano le cui abitazioni
hanno una
struttura edilizia di recente costruzione e conta circa
14.000 abitanti.
Inoltre è diventata una vivace e frequentata località
turistico balneare vantando la presenza di sufficienti
strutture alberghiere, di ristorazione, di svago e
divertimento che si estende sul litorale ionico nel tratto
compreso tra la foce del torrente Lipuda e Punta Alice, suo
centro più prestigioso. |
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Mercati saraceni.
Sul promontorio di Madonna di
Mare
si svolgeva ogni anno la fiera di S.
Croce che, per la sua fama dovuta alla grande
quantità di merce scambiata, richiamava mercanti
da ogni parte della Calabria, Basilicata e Campania. |
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“Tra Crotone e il capo Alice regna una gran piaggia”(1),
profonda ed estesa, interrotta solo dalle foci di alcune
fiumare.
Sul territorio del Capo, immersi in un paesaggio dunale con basse colline ricoperte di erbe e ulivi, si erge
alto nel cielo il moderno faro.
“La bellezza di questa costa solitaria è caratterizzata da un
mare di un azzurro intenso, da bassi fondali e da una
spiaggia di sabbia finissima”(3).
La grande estensione della stessa, sia in profondità che in
lunghezza, fa sì che non sembri mai affollata, inoltre è
gradevole l’esposizione al sole per la presenza continua di
una leggera brezza marina. |
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Di notevole importanza naturalistica è la foce del fiume
Neto: oggi fa parte di un'area protetta compresa tra i
comuni di Strongoli e Crotone e sia in questa area sia lungo
il corso del fiume svernano aironi, falchi e cenerini che
qui trovano un habitat ideale, condiviso fino all'inizio del
secolo con cinghiali, cervi e lontre.
“La miglior specie di
sardella* che trovisi nel Mediterraneo si pesca nei contorni
di questo promontorio e dal di lui nome vuoisi che sia loro
derivato il nome di alice. In ogni luogo del golfo di
Taranto se ne pesca in gran quantità”(2). |
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Sardella.
Conserva ittica di
neonata di sardine
(il novellame più minuscolo) piccante, saporita e
aromatica dal gusto forte. Tipica della costa ionica
tra Crotone e Sibari. Detta anche il caviale di Calabria |
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Bibliografia
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Luigi Lamberti, Portolano del Mare
Mediterraneo, del Mar Nero, e del Mar di Azof, Volume 2,
Tipograf. Giacomo Antonelli, Livorno, 1848.
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Giovanni B. Rampoldi, Corografia
dell'Italia, Vol.1, Milano, MDCCCXXXII
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Guida blu 2005, Turing club ed., Milano,
2005
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