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Le più belle spiagge della Calabria: Scilla |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia |
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Detta anche Marina grande per distinguerla dalle spiaggette che si trovano nel rione Chjanalea sul lato opposto al castello. A mio avviso è la più bella spiaggia non solo della Calabria ma, oserei dire, anche d'Italia. Incastonata nella mitica Scilla tra il castello e la rocciosa Punta Pacì. E' raggiungibile sia dalla strada Statale che dall'autostrada: uscita Scilla; anche dalla ferrovia, la stazione si trova a 50 metri dal mare. |
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La spiaggia è composta da sabbia dorata a tratti frammista a ghiaietta, a seconda delle mareggiate invernali. Spira sempre una leggera brezza marina che rende l'aria poco afosa e affatto umida. L'acqua è sempre pulita e, nei mesi estivi, mantiene una temperatura quasi sempre costante e gradevole. Appare ancora spontanea e poco sfruttata dal turismo; soffre, infatti, della mancanza di infrastrutture del settore turistico-ricettivo, per cui sarebbe auspicabile ch'essa fosse attrezzata di impianti idonei e sufficienti, come avviene |
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in altre località, non certo più belle, ma sicuramente più fortunate. La sua fama si perde nella notte dei tempi, tra mito e leggenda, cantata dai più grandi poeti epici. A Scilla cantavano le Sirene tentatrici, danzavano le divinità marine figlie di Nereo, dimoravano creature favolose. Di Scilla si era invaghito il dio marino Glauco, per lei aveva rifiutato l’amore di Circe, provocandone la gelosia. Più volte rifiutato dalla giovane, Glauco si rivolse alla stessa maga per rendere Scilla disponibile, ma la perfida maga, avvalendosi |
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delle proprie arti magiche, preparò un filtro con il quale avvelenò le acque della sorgente dove Scilla era solita bagnarsi. La povera giovane, entrando nelle acque subì un’orrenda trasformazione: mentre la parte superiore del suo splendido corpo rimase immutata, la parte inferiore degenerò e dal suo inguine nacquero sei spaventose teste di feroci cani. La leggenda vuole che Scilla, in preda alla disperazione, non avendo più il coraggio di mostrarsi agli occhi degli uomini, si rifugiò in un antro naturale sotto la scogliera dove, oggi, si trova il castello. |
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