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Dalle origini al X secolo  

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  Nino Calarco, webmaster,  ideaz., prog., fotografia - Prof. Giuseppe Licandro: autore dei testi

 

 Le Origini

 Dalle origini al X sec. 

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Dal XVI al XVIII sec.

 Il XIX secolo
 Il XX secolo

Il Castello

Il lido

La cattedrale

Chiesa degli Ottimati

Il lungomare

Il porto

Tradizioni

 
 

Come ci attestano le numerose fonti storiche, l’antica Reggio (Rhegion), fondata verso la metà dell’VIII secolo a.C. da coloni calcidesi, fu uno dei centri politici più fiorenti della Magna Grecia, al punto che contese a Siracusa l’egemonia sullo Stretto, esercitando per un certo periodo la sua influenza anche sull’antistante città di Zancle-Messena.

Alleatasi con Roma contro Pirro verso il 282 a.C., Reggio si mantenne fedele ai Romani sia durante le guerre puniche, sia nel corso delle posteriori guerre sociali, divenendo nell'89 a.C. municipium romano e assumendo, in età augustea, il nome di Rhegium Iulii.

Pur mantenendo a lungo la lingua e le tradizioni greche, la città rimase per tutta l'età imperiale uno dei fulcri strategici dello stato romano nell’Italia meridionale, tanto che assurse nel IV secolo d.C. a residenza del governatore (corrector) della Lucania e del Bruzio.

Inoltre, fu probabilmente tra le prime località della penisola ad essere influenzata dalla predicazione cristiana, come è attestato negli Atti degli Apostoli (XXVIII, 13), allorché si riferisce che San Paolo, nel lungo viaggio che lo condusse da Malta a Roma, fece tappa anche a Reggio nel 61 d.C. (anche se, in verità, le fonti epigrafiche ci informano che soltanto nel IV secolo la nuova religione si affermò stabilmente nell’area calabrese).

Al tempo delle invasioni barbariche, Reggio fu minacciata ripetutamente, subendo prima il saccheggio dei Visigoti di Alarico nel 410, e poi, durante la guerra greco-gotica, l’assedio degli Ostrogoti di Totila nel 549.

Conquistata nel 536 dalle truppe dell’imperatore bizantino Giustiniano, guidate da Belisario, la città fu opportunamente provvista di mura e di fortificazioni.

Per più di cinque secoli rimase sotto il dominio dei Bizantini, durante il quale rifiorì culturalmente e politicamente, venendo elevata a capitale del Ducato di Calabria e diventando il nucleo della chiesa grecanica meridionale, meta di un continuo afflusso di monaci basiliani, che accrebbero la presenza di conventi e di luoghi di culto dentro il territorio reggino.

A partire dal IX secolo, Reggio fu oggetto di ripetute incursioni e razzie da parte degli Arabi di Sicilia e, addirittura, fu occupata nel 901 da un drappello di saraceni, capeggiati da Abû el’-Abbâs, che vi esercitò il potere per un breve periodo, introducendovi, pare, la coltivazione del gelso e l’allevamento dei bachi da seta.

Proprio per fronteggiare al meglio la minaccia araba, i Bizantini fecero erigere intorno al Mille varie fortificazioni nell’entroterra reggino, edificando alcuni kastra  (detti anche motte), tra cui ricordiamo i quattro principali di S. Aniceto, S. Agata, Calanna e Cenisio.

In questo periodo fu ampliato anche il castello cittadino, la cui fondazione risaliva in ogni modo ad un’età più arcaica.

 

 

 Sk

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