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dall'XI al XV secolo |
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Nel 1060 Reggio fu conquistata dai Normanni di Roberto il Guiscardo e, dopo aver patito il saccheggio dei Saraceni dell’emiro Benavert nel 1085, divenne la testa di ponte per la successiva occupazione della Sicilia, che fu compiuta negli anni seguenti dal conte Ruggero d’Altavilla. Durante la dominazione normanna, la città fu nominata sede del giustizierato di Calabria, senza essere pertanto infeudata. A quest’epoca risale l’istituzione del primo arcivescovato latino, che, pur lasciando sopravvivere la liturgia ortodossa, impose rapidamente alla chiesa locale la gerarchia cattolica. |
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Dopo la morte del re svevo Manfredi, Reggio passò nel 1267 sotto la signoria degli Angioini e subì nei decenni seguenti un sostanziale peggioramento delle proprie condizioni sociali ed economiche, a causa soprattutto dell’aumentata pressione fiscale e delle continue guerre in cui si lasciarono coinvolgere i sovrani angioini. E’ interessante, in tal senso, ricordare che la famosa guerra dei Vespri Siciliani del 1282 ebbe una significativa ripercussione anche nella città calabra: i reggini, alleatisi con gli Aragonesi, tentarono inutilmente di liberarsi dal giogo angioino, sotto il quale dovettero rimanere ancora per circa un secolo e mezzo. Nel 1433 la città fu conquistata dal re aragonese Alfonso il Magnanimo, che la incorporò nel regno di Napoli e la ridusse, per un ventennio, a feudo |
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della nobile famiglia dei Cardona. Nel 1465, in seguito ad un’imponente sollevazione popolare antifeudale, Reggio fu infine reintegrata dal re Ferrante I tra i possedimenti del demanio regio. Nel secondo Quattrocento la società reggina attraversò una fase di consistente sviluppo, grazie soprattutto all’avvio su vasta scala della produzione serica: tuttavia, l’instabilità del regno aragonese – messo a soqquadro dapprima dalla congiura dei baroni (1485) e successivamente dall’effimera invasione del re francese Carlo VIII (1495) – impedì che questa crescita fosse davvero durevole. |