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L'attraversamento |
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L'attraversamento u Le maree
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Lo Stretto di Messina oggi fortemente inflazionato di traffico |
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Fin dai tempi quasi tutto il traffico tra il continente e la Sicilia si svolgeva con l’attraversamento dello Stretto. Imbarcazioni di ogni tipo venivano utilizzate come mezzo di navigazione, e da quello che riportano gli storici è da immaginare che già fin d’allora lo stretto doveva essere molto trafficato. Lo
stesso
Aschenez, leggendario fondatore di Reggio Calabria, giunse sulle
rive dello stretto in navigazione. |
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In seguito pelasgi, siculi, tirreni, greci, fenici, romani, quest'ultimi vi hanno anche costruito una strada, la via Popilia, da Roma fino ai porti calabresi sullo Stretto per l’imbarco per la Sicilia (ad fretum, ad statuam), e ancora bizantini, arabi, saraceni, normanni, francesi, spagnoli, inglesi etc. hanno attraversato lo Stretto per le loro conquiste in Sicilia. Così lentamente nel corso dei secoli aumentava notevolmente sia la portata del movimento commerciale sia l’attraversamento di sempre più persone tra le due sponde dello Stretto. |
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Con l’avvio della rivoluzione industriale e quindi con l'installazione
delle prime catene di montaggio sull'isola, l’aumentata produzione
attivava scambi commerciali mai visti prima di allora soprattutto sullo
Stretto, rendendo rapidamente obsoleti e insufficienti i tradizionali
mezzi di navigazione tra le due sponde.
L’avvento delle stesse locomotive aumentava in modo considerevole il
traffico del commercio su rotaia, e così anche in Sicilia. Esso
convogliava gran parte della produzione isolana verso il porto di
Messina. Infatti le prime linee ferroviarie interne Siciliane facevano
capo a Messina, città più vicina al
continente, ma la strada verso il resto dell’Italia veniva sbarrata
dalle acque dello Stretto. |
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Messina disponeva di un grande porto ma era separata dal continente da soli
sette chilometri di mare tra i porti di Messina e Villa San Giovanni. Già
a quei tempi, come oggi, gli operatori politici ed economici avevano
studiato il problema per un attraversamento della linea ferroviaria sullo Stretto tramite una struttura stabile e continua
tale da
rendere scorrevole e veloce il traffico commerciale e passeggero da e
per il continente. Nel
1870 uno studio prevedeva l'attraversamento, tra
Capo
Peloro in Sicilia e Punta Pezzo in Calabria (tre km.
circa), con un passaggio sottomarino tramite una galleria sospesa nell’acqua
ad una certa profondità. Impresa impossibile per la tecnologia a
disposizione di quei tempi. |
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Si
è allora pensato alla realizzazione di un ponte mobile attraverso un
servizio continuo di traghetti appositamente progettate per il trasporto
dei veicoli ferroviari. Iniziavano,
intanto, le prime corse giornaliere utilizzando i nuovissimi battelli a
vapore che rimasero in servizio finché non fu realizzato il progetto
tecnologicamente più avanzato di quei tempi, quello dei Ferry boats,
nel 1893. Infatti,
poco tempo dopo, furono realizzate le stazioni per i Ferryboats dotati
di ponti mobili per il carico e lo scarico dei veicoli ferroviari
e per l'imbarco dei viaggiatori. |
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Il Ferry-Boat Scilla. Costruito a inizio secolo insieme al gemello Cariddi. Era lungo m. 50,20 e largo m. 8,20. Aveva un apparato motore a vapore mentre la propulsione avveniva tramite 2 ruote laterali che le imprimeva una velocità di crociera di 10,5 nodi. Traghettava ben 5 vagoni. |
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Lo Scilla ed il Cariddi furono i primi Ferry-boats, dotati due ruote laterali per la propulsione, gioiello della tecnologia specializzata per questo particolare tipo traghettamento.
Finalmente i passeggeri potevano contare di natanti
sicuri capaci di affrontare la traversata dello Stretto anche con mare
mosso. Sulla
coperta l’unico binario centrale correva per tutta la lunghezza dello
scafo e riusciva a trasportare cinque-sei veicoli ferroviari d'allora. Oggi lo Stretto è attraversato da potenti motonavi delle Ferrovie dello Stato, che in meno di 30 minuti effettuano la traversata, trasportando circa 15 vagoni ferroviari, ognuno di essi è lungo più del doppio di quelli d'altri tempi, e un grande numero di passeggeri e di automobili. |
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Aliscafo |
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Accanto ad esse molte società private traghettano automobili e passeggeri. Gli aliscafi, invece, si occupano del trasporto veloce dei passeggeri, infatti in soli 10 minuti effettuano la traversata da Villa San Giovanni a Messina. Una nota di curiosità: gli aliscafi furono progettati dall'inventore, il messinese Rodriguez, proprio per l'attraversamento veloce dello stretto, poi utilizzati in tutto il mondo. Oggi dagli approdi di Villa San Giovanni parte una nave per la Sicilia ogni 10 minuti. |
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