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Le cause e gli avvenimenti, spesso intrisi di invenzioni mitologiche, che hanno spinto le popolazioni greche a raggiungere le coste della Calabria e, quindi, a fondare la città di Reggio, non sempre trovano concordi gli storici, sia del passato che del presente, per cui, prima di trattare quella che è per molti la tesi più attendibile, sembra opportuno accennare alle varie tesi che hanno contribuito a scrivere le prime pagine della storia della città.

Secondo Strabone i Calcidesi giunsero a Rhegion, insieme ad altri concittadini, partendo da Delfi, dove a causa di una carestia e per ordine di un oracolo, erano stati consacrati come decima ad Apollo.

Nella versione di Antioco, cui fa riferimento Strabone, i Calcidesi furono chiamati dagli abitanti di Zancle.

Con loro contribuirono alla fondazione i Messeni del Peloponneso, sempre su invito di Apollo, al quale si erano rivolti dopo essersi ritirati a Macisto, dove vivevano esuli per aver oltraggiato alcune vergini spartane.

Le stesse informazioni vengono tramandate da Eraclide Lembo il quale aggiunge che i due popoli si stabilirono inizialmente presso il sepolcro di Giocasto, figlio di Eolo.

In seguito, un oracolo ordinò loro di fondare una città nel punto in cui una femmina abbracciava un maschio.

Si fermarono, quindi, dove videro una vite avvinta a un leccio o, come afferma Dionigi di Alicarnasso, una vite avvinghiata ad un fico selvatico nella località chiamata Pallantion.

Un frammento di Diodoro Siculo aggiunge che il luogo in cui dovevano fermarsi Calcidesi e Messeni doveva trovarsi non solo dove una femmina sposa un maschio, ma anche nel punto in cui l’Apsias, il più sacro dei fiumi, forse la fiumara Calopinace, si getta in mare.

Della sacralità del fiume è testimonianza la più antica moneta, un incuso d’argento, in cui è impresso un toro con faccia umana, che nell’iconografia classica rappresentava la personificazione dei fiumi.

Secondo alcuni storici moderni è certa solo l’origine calcidese di Reggio, mentre la partecipazione dei Messeni è da considerarsi inattendibile, determinata semplicemente dall’alleanza avvenuta nel 473 a. C. fra Reggio e la dorica Taranto, che avrebbe indotto a pensare i Messeni, anch’essi dori, collaboratori  dei Calcidesi nella fondazione di Reggio intorno all’ VIII sec. a. C.

Per qualche altro storico la partecipazione dei Messeni non andrebbe esclusa ma collocata intorno al 600 a. C., per altri ancora andrebbe fatta risalire alla politica di Anassila.

Di sicuro gli elementi linguistici dorici e ionici presenti nel dialetto regino in età ellenistica implicano la presenza messenica almeno alla fine del VI sec. a. C.

 

 

 

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