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L'alleanza con Atene

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Una nuova guerra, che vide alleati Ateniesi e Reggini da una parte e Locresi e Siracusani dall’altra, scoppiata nel Peloponneso tra Spartani ed Ateniesi e propagatasi in Sicilia, diede inizio ad un nuovo periodo tumultuoso che pose fine alla pace e allo splendore raggiunto da Reggio in età repubblicana.

La causa è da ricercarsi in una zuffa tra Siracusani e Leontini. Questi ultimi, non appoggiati da altri Sicilioti decisero di far appello agli Ateniesi che, a loro volta, aspettavano un’occasione  per espandersi in Sicilia.

Nel loro intervento riuscirono ad allearsi con altre città di origine calcidese tra le quali Messena e Reggio, mentre i Siracusani si allearono con Sparta e alcune città di origine dorica.

L’alleanza con Reggio e Messena rappresentò per Atene un’occasione, tanto ambita, per avere libero ingresso in Sicilia e nella Magna Grecia.

Sanguinose battaglie per terra e per mare indussero Messena, dopo lunga resistenza, a  cadere  nelle  mani dei Siracusani  e dei  Locresi  e  a  tollerare  un presidio locrese comandato da Demotele.

I Siracusani avevano preso molto a cuore l’impresa poiché erano convinti che la posizione strategica di Messena avrebbe dato la possibilità agli Ateniesi di minacciare i possedimenti di Siracusa.

Dal canto loro i Locresi speravano di aggiungere a Messena anche Reggio per allontanare gli Ateniesi definitivamente dallo Stretto.

 

Ma Siracusani e Locresi furono sconfitti e si ritirarono nel porto di Messena dopo aver sopportato la perdita oltre che di tantissimi uomini anche di una delle più grosse navi.

Queste continue lotte, per terra e per mare, tra Sicilioti, in fondo, non fecero altro  che causare danni alle persone e ai possedimenti a vantaggio degli Ateniesi, che con la loro disponibilità ad appoggiare i Leontini avevano inteso esclusivamente tenere divise con le lotte interne le città della Sicilia, per poterle dominare.

Fu così che i Sicilioti si resero conto della necessità di porre fine alle lotte intestine e, nel 424 a. C. tra  Reggini e Siciliani,  nel Concilio nazionale di Gela, fu firmata la pace e presa la decisione di estromettere gli Ateniesi, costretti, così, ad abbandonare lo Stretto e ritornare nella loro Patria.

Un tumulto tra Egestoni e Selinuntini che vide i Siracusani schierati con i Selinuntini, fu un pretesto per una seconda spedizione degli Ateniesi, che speravano ancora di poter riavere il dominio dello Stretto.

 

Ma i principi stabiliti nel Concilio di Gela e i conseguenti legami tra le città, furono la causa della sconfitta definitiva degli Ateniesi.

Comunque l’alleanza con gli Ateniesi fece sì che i Reggini facessero proprie molte delle leggi greche e che si diffondesse con maggiore incidenza la cultura ellenica.

Fu questo il periodo in cui a Reggio fu coniata una grande quantità delle monete più conosciute sulle quali furono incisi i simboli del serpente, della lira, del tripode, dell’arco e della faretra, di Mercurio, delle teste di Apollo e Diana, che testimoniavano quanto queste divinità fossero riverite dai Reggini.

Veneratissimi furono i templi di Proserpina a Locri, di Giove Omorio a Sibari, di Apollo, di Diana e Mercurio a Reggio.  

 
 

 

 Sk

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