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L'alleanza con Atene |
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Nino Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia |
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Età greca Parte III u
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Una nuova guerra, che vide alleati Ateniesi e Reggini da una
parte e Locresi e Siracusani dall’altra, scoppiata nel Peloponneso tra
Spartani ed Ateniesi e propagatasi in Sicilia, diede inizio ad un nuovo
periodo tumultuoso che pose fine alla pace e allo splendore raggiunto da
Reggio in età repubblicana. La causa è da ricercarsi in una zuffa tra Siracusani e Leontini. Questi ultimi, non appoggiati da altri Sicilioti decisero di far appello agli Ateniesi che, a loro volta, aspettavano un’occasione per espandersi in Sicilia. Nel loro intervento riuscirono ad allearsi con altre città di origine calcidese tra le quali Messena e Reggio, mentre i Siracusani si allearono con Sparta e alcune città di origine dorica.
L’alleanza
con Reggio e Messena rappresentò per Atene un’occasione,
tanto ambita, per avere libero ingresso in Sicilia e nella Magna Grecia. |
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Sanguinose battaglie per terra e
per mare indussero Messena, dopo lunga resistenza, a cadere
nelle mani dei Siracusani e dei
Locresi
e a tollerare un
presidio locrese comandato
da Demotele. I Siracusani avevano preso molto a
cuore l’impresa poiché erano convinti che la posizione strategica di
Messena avrebbe dato la possibilità agli Ateniesi di minacciare i
possedimenti di Siracusa. Dal canto loro i Locresi speravano di aggiungere a Messena anche Reggio per allontanare gli Ateniesi definitivamente dallo Stretto. |
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Ma Siracusani e Locresi furono
sconfitti e si ritirarono nel porto di Messena dopo aver
sopportato la perdita oltre che di tantissimi uomini anche di una delle
più grosse navi. Queste continue lotte, per terra e
per mare, tra Sicilioti, in fondo, non fecero altro che causare danni alle persone e ai possedimenti a vantaggio
degli Ateniesi, che con la loro disponibilità ad appoggiare i Leontini
avevano inteso esclusivamente tenere divise con le lotte interne le
città della Sicilia, per poterle dominare. Fu così che i Sicilioti si resero conto della necessità di porre fine alle lotte intestine e, nel 424 a. C. tra Reggini e Siciliani, nel Concilio nazionale di Gela, fu |
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firmata la pace e presa la
decisione di estromettere gli Ateniesi, costretti, così, ad
abbandonare lo Stretto e ritornare nella loro Patria. Un tumulto tra Egestoni e Selinuntini che vide i Siracusani schierati con i Selinuntini, fu un pretesto per una seconda spedizione degli Ateniesi, che speravano ancora di poter riavere il dominio dello Stretto. |
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Ma i principi stabiliti nel Concilio di Gela e i conseguenti legami tra le città, furono la causa della sconfitta definitiva degli Ateniesi. Comunque l’alleanza con gli Ateniesi fece sì che i Reggini facessero proprie molte delle leggi greche e che si diffondesse con maggiore incidenza la cultura ellenica. Fu questo il periodo in cui a Reggio fu coniata una grande quantità delle monete più conosciute sulle quali furono incisi i simboli del serpente, della lira, del tripode, dell’arco e della faretra, di Mercurio, delle teste di Apollo e Diana, che testimoniavano quanto queste divinità fossero riverite dai Reggini. |
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Veneratissimi furono i templi di
Proserpina a Locri, di Giove Omorio a
Sibari, di Apollo, di Diana e Mercurio a Reggio. |
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