|
|
www.maridelsud.com |
L'alleanza con Atene |
Home|Index|Foto
 |
|
Nino
Calarco webmaster, ideaz., prog., fotografia |
|
|
Una nuova guerra, che vide alleati Ateniesi e Reggini da una
parte e Locresi e Siracusani dall’altra, scoppiata nel Peloponneso tra
Spartani ed Ateniesi e propagatasi in Sicilia, diede inizio ad un nuovo
periodo tumultuoso che pose fine alla pace e allo splendore raggiunto da
Reggio in età repubblicana.
La causa è da ricercarsi in una zuffa tra
Siracusani e Leontini. Questi ultimi, non appoggiati da altri Sicilioti
decisero di far appello agli Ateniesi che, a loro volta, aspettavano un’occasione
per espandersi in Sicilia.
Nel loro intervento
riuscirono ad allearsi con altre città di origine calcidese tra le quali
Messena e Reggio, mentre i Siracusani si allearono con Sparta e alcune
città di origine dorica.
|
|
L’alleanza
con Reggio e Messena rappresentò per Atene un’occasione,
tanto ambita, per avere libero ingresso in Sicilia e nella Magna Grecia.
Sanguinose battaglie per terra e
per mare indussero Messena, dopo lunga resistenza, a cadere
nelle mani dei Siracusani e dei
Locresi
e a tollerare un
presidio locrese comandato
da Demotele.
I Siracusani avevano preso molto a
cuore l’impresa poiché erano convinti che la posizione strategica di
Messena avrebbe dato la possibilità agli Ateniesi di minacciare i
possedimenti di Siracusa.
Dal canto loro i Locresi speravano
di aggiungere a Messena anche Reggio per allontanare gli Ateniesi
definitivamente dallo Stretto.
|
|
|
 |
Ma Siracusani e Locresi furono
sconfitti e si ritirarono nel porto di Messena dopo aver
sopportato la perdita oltre che di tantissimi uomini anche di una delle
più grosse navi.
Queste continue lotte, per terra e
per mare, tra Sicilioti, in fondo, non fecero altro che causare danni alle persone e ai possedimenti a vantaggio
degli Ateniesi, che con la loro disponibilità ad appoggiare i Leontini
avevano inteso esclusivamente tenere divise con le lotte interne le
città della Sicilia, per poterle dominare.
|
|
Fu
così che i Sicilioti si resero conto della necessità di porre fine
alle lotte intestine e, nel 424 a. C. tra Reggini e Siciliani, nel
Concilio nazionale di Gela, fu
firmata la pace e presa la
decisione di estromettere gli Ateniesi, costretti, così, ad
abbandonare lo Stretto e ritornare nella loro Patria.
Un tumulto tra
Egestoni e
Selinuntini che vide i Siracusani schierati con i Selinuntini, fu un
pretesto per una seconda spedizione degli Ateniesi, che speravano ancora
di poter riavere il dominio dello Stretto.
|
 |
| |
Ma i principi stabiliti nel
Concilio di Gela e i conseguenti legami tra le città, furono la causa
della sconfitta definitiva degli Ateniesi.
Comunque l’alleanza con gli
Ateniesi fece sì che i Reggini facessero proprie molte delle leggi
greche e che si diffondesse con maggiore incidenza la cultura ellenica.
Fu questo il periodo in cui a
Reggio fu coniata una grande quantità delle monete più conosciute
sulle quali furono incisi i simboli del serpente, della lira, del
tripode, dell’arco e della faretra, di Mercurio, delle teste di Apollo e
Diana, che testimoniavano quanto queste divinità fossero riverite dai
Reggini.
|
|
Veneratissimi furono i templi di
Proserpina a Locri, di Giove Omorio a
Sibari, di Apollo, di Diana e Mercurio a Reggio.
|
|
| |
|